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Aiuto allo sviluppo: Foraus, non frena immigrazione, la favorisce

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 luglio 2012 - 15:59
(Keystone-ATS)

L'aiuto allo sviluppo non serve a frenare l'immigrazione dai paesi poveri verso la Svizzera: al contrario, può invece favorirla, perché se è efficace apre nuove prospettive alle popolazioni locali. Lo sostiene un documento di discussione pubblicato dal Forum di politica estera (Foraus), ci cui riferisce oggi il "Tages-Anzeiger".

L'idea che siano soprattutto i disperati ad abbandonare la loro patria è molto diffusa, ma anche altrettanto sbagliata, sostiene lo scritto firmato da Vera Eichenauer, Joanna Menet e Stefan Schlegel. La migrazione non è infatti il risultato della mancanza di sviluppo, bensì del suo opposto: è proprio il miglioramento della situazione economica a creare i presupposti per le partenze. Con la progressione del reddito pro capite in generale aumentano quindi anche gli espatri. La formazione delle classi medie nei paesi in via di sviluppo e nelle nazioni emergenti cela perciò un enorme potenziale d'emigrazione, con una pressione che si sentirà anche in Svizzera.

Avanzando queste considerazioni il documento di Foraus - un'associazione che si definisce think-tank (laboratorio d'idee) indipendente nel settore - non intende criticare l'aiuto allo sviluppo in sé stesso (come invece viene a volta fatto da altri fronti, per esempio da esponenti critici degli stessi paesi più poveri, che parlano di un'industria della cooperazione che si autoalimenta).

Nel mirino vi è invece il modo di comunicare delle autorità federali: con un occhio alla politica interna, l'amministrazione ha infatti tendenza a "vendere" questo sostegno come una sorta di investimento in grado di limitare l'immigrazione in Svizzera.

Secondo gli autori questa strategia comunicativa è pericolosa, perché rischia di far passare in secondo piano il vero obiettivo dell'aiuto, cioè la lotta alla povertà. Il denaro rischia così di andare nei paesi sbagliati: non in quelli più bisognosi, bensì in quelli che, si pensa, presentano il maggior potenziale di emigrazione verso la Svizzera.

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