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Un gruppo di profughi giunto a Briançon, in Francia, dall'Italia nel mese di gennaio.

KEYSTONE/EPA/GUILLAUME HORCAJUELO

(sda-ats)

Il procuratore del tribunale di Gap (F) ha chiesto pene che vanno fino ai quattro mesi da scontare per i sette militanti - due dei quali ginevrini - accusati di aver fatto entrare illegalmente nel paese in aprile un gruppo di profughi provenienti dall'Italia.

Tutti possono mobilitarsi per difendere le proprie idee, anche quelle più radicali, ma non si possono superare i limiti della legge, ha sostenuto il magistrato nell'accusa agli attivisti della causa dei profughi. Per i due svizzeri, una italiana e tre francesi sono stati proposti sei mesi con la condizionale. Pena più severe rischiano per contro gli altri due francesi: dodici mesi di detenzione, di cui solo otto con con la condizionale.

Secondo il procuratore non si può parlare di reato commesso in nome della solidarietà: se il legislatore "francese ritiene che siano necessarie regole precise per entrare nel paese, la polizia deve farle rispettare". Gli imputati e gli avvocati della difesa hanno invece proprio insistito sul carattere idealistico degli atti commessi. La sentenza è attesa per il 13 dicembre.

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SDA-ATS