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Alcol causa più morti di Hiv, tubercolosi e malaria

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 febbraio 2012 - 18:55
(Keystone-ATS)

Causa ogni anno quasi il 4% di tutti i decessi su scala globale - più del numero di vittime di Hiv/Aids, tubercolosi e malaria - eppure mancano ancora delle regole rigide per regolamentare il consumo di alcol nei vari stati. L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dovrebbe pertanto stilare un trattato vincolante per le singole nazioni e "chiudere dunque i rubinetti" di una tra le principali cause di morte e malattia nel mondo. Il monito arriva sulle pagine della rivista "Nature" per voce di Devi Sridhar, dell'università britannica di Oxford.

In 60 anni di vita, rileva Sridhar, l'Oms ha prodotto solo due trattati vincolanti: uno contro il tabacco ed uno per il monitoraggio delle epidemie, ma un trattato per regolamentare l'alcol resta un assente non più trascurabile, considerando l'alto numero di morti che causa.

Il consumo di alcolici è al terzo posto tra i principali fattori di rischio a livello globale per perdita di anni di vita per malattia e disabilità, e nei paesi a medio reddito, che costituiscono quasi la metà della popolazione mondiale, rappresenta il primo fattore di rischio in assoluto.

Solo un trattato vincolante per gli stati potrebbe davvero smuovere le acque imponendo di fatto una politica "anti-alcol" più concreta ed efficace, l'attuazione di campagne informative e una lotta al consumo esagerato e pericoloso. "L'Oms - conclude Sridhar - è l'unica organizzazione mondiale con la legittimità e l'autorità per promuovere attivamente la salute attraverso l'uso di una legislazione sovranazionale. È necessario che lo faccia".

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