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L'Algeria trattiene il fiato alla vigilia di quella che da molti è stata definita come la "giornata della svolta". La tensione è alta soprattutto ad Algeri. Migliaia di agenti presidiano la città dove, nonostante il divieto delle autorità, sindacati, partiti d'opposizione e associazioni, scenderanno in piazza per reclamare "democrazia e libertà". Ma anche "un cambiamento del regime".

Oggi si è avuto un primo segnale di quello che potrebbe accadere domani: decine di manifestanti del Raggruppamento per la cultura e la democrazia (RCD), scesi in strada per festeggiare le dimissioni del presidente egiziano Hosni Mubarak, sono stati caricati dalla polizia. "Ci sono stati diversi arresti", ha detto all'ANSA, Said Sadi, leader del partito d'opposizione, e almeno due feriti.

"Le autorità sono accecate dal panico" e "invece di dare una risposta politica alle richieste della gente stanno preparando una risposta militare", ha spiegato. Circa 30mila agenti di polizia sono stati posizionati ad Algeri mentre altri 10mila alla periferia della città. In realtà, una risposta politica le autorità hanno tentato di darla, ma l'annuncio fatto pochi giorni fa dal presidente Abdelaziz Bouteflika di un' imminente revoca dello Stato d'Emergenza, non sembra aver dato nessun risultato. Impossibile sapere quante persone scenderanno in piazza e aderiranno agli appelli pubblicati sui quotidiani da artisti, scrittori, avvocati e semplici cittadini.

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SDA-ATS