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Allerta ghiacciaio sul Monte Bianco, monitorato da radar

Il ghiacciaio Planpincieux, sul Monte Bianco, rischia di cadere nella val Ferret KEYSTONE/AP Comune di Courmayeur, Fondazione Montagna Sicura sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 25 settembre 2019 - 20:52
(Keystone-ATS)

Cresce in Valle d'Aosta l'allerta per il ghiacciaio Planpincieux sul Monte Bianco, che rischia di cadere nella val Ferret.

Da domani l'osservazione dei 250'000 metri cubi in bilico a oltre 2'000 metri di quota sarà affidata a un radar che ne potrà captare tutti i movimenti, giorno e notte, avvertendo immediatamente la centrale operativa dell'imminente crollo.

La speranza arriva ora dalla neve prevista nelle prossime ore. E dal sindaco di Courmayeur, Stefano Miserocchi, che ha incontrato abitanti e esercenti della valle, la rassicurazione che "non c'è alcun ghiaccio che può cadere su Courmayeur, non sta cadendo il Monte Bianco, non c'è alcun pericolo per la popolazione. Siamo di fronte a un fenomeno glaciologico definito" ma, ha detto "al momento non c'è la possibilità di definire quando finirà l'allerta".

Da venerdì, ha annunciato poi il primo cittadino, sarà resa disponibile una "viabilità alternativa di accesso alla Val Ferret" tramite una pista sicura, riservata ai residenti e ai titolari di attività nella zona.

Una situazione tanto delicata da entrare nell'agenda dei lavori dell'assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York, attraverso le parole del premier italiano Giuseppe Conte: "La notizia che un ghiacciaio sul versante del Monte Bianco rischia di collassare - ha detto - è un allarme che non può lasciarci indifferenti. Deve scuoterci tutti e mobilitarci".

Qualche speranza di rallentamento della massa, che scivola a una velocità di oltre mezzo metro al giorno, arriva dalle previsioni meteorologiche. Nelle prossime ore è attesa infatti una perturbazione che porterà sul Monte Bianco un po' di neve e soprattutto temperature più fredde: lo zero termico potrebbe lambire almeno per qualche ora la quota del ghiacciaio. "Questo è un ghiacciaio temperato, che si trova a quote più basse, ed è influenzato dalle temperature: un abbassamento della temperatura potrebbe aiutarci a evitando il crollo", conferma Jean-Pierre Fosson, direttore della Fondazione Montagna sicura.

I movimenti futuri sono però ancora tutti da scoprire. "Nessun modello scientifico ci può dire oggi se e quando ci potrà essere questo distacco possiamo solo prevedere quale sia l'area interessata nel caso in cui avvenga il crollo", spiega Raffaele Rocco, coordinatore regionale del Dipartimento programmazione, risorse idriche e territorio ed esperto in emergenze idrogeologiche. Ecco perché è urgente dotarsi di uno strumento di allerta come il radar. "Abbiamo scelto un atteggiamento precauzionale, ma questo non significa che si prevedono scenari apocalittici", aggiunge Rocco. "Sono state prese tutte le precauzioni per evitare situazioni negative".

Preoccupati gli operatori della zona. Lorenzo Trippini, ristoratore, è stato costretto a chiudere il suo 'Chalet Proment' e a licenziare 6 persone. Ma c'è chi resta ancora qualche giorno, come Marco Belfront, proprietario dell'hotel ristorante Miravalle, che ha ospiti e pensa ai pasti degli operai dei cantieri, mentre Marco Busanelli è l'unico residente sfollato: "La mia casa esiste da 150 anni ma se gli esperti ritengono diversamente ne prendo atto".

Un anno fa, a inizio agosto, proprio in Val Ferret, morì una coppia di milanesi la cui auto venne travolta da un'improvvisa bomba d'acqua e 200 persone vennero evacuate.

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