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ROMA - Forti piogge e inondazioni in India, dove, dopo le alluvioni che nei giorni scorsi hanno colpito il Pakistan, si aggrava il bilancio delle vittime: 125 i morti finora accertati nel distretto di Ladakh, in Kashmir, mentre cresce di ora in ora il numero di sfollati che già conta migliaia di persone.
Un bilancio già drammatico, ma provvisorio avvertono le autorità, mentre prosegue la corsa contro il tempo per cercare di salvare le persone travolte dal fango. Si scava anche a mani nude mentre i soccorsi - che vedono sul campo impegnati 6 mila soldati - riescono con difficoltà a raggiungere gli alluvionati.
E difficile è anche la situazione per i circa 3 mila turisti stimati, che si trovano nella zona, considerata un paradiso, chiamato 'Piccolo Tibet'. Molti infatti gli stranieri rimasti bloccati per i danni causati soprattutto alle vie di collegamento.
Le forti piogge nella regione arida che confina a Sud con la catena dell'Himalaya, e un nubifragio nella città di Leh - la più grande del distretto - hanno provocato alluvioni, frane e smottamenti che hanno messo in ginocchio la zona.
Ladakh, un distretto desertico del Kashmir, è una meta turistica molto diffusa: scarsamente popolata, ricca di templi buddisti, era crocevia di rotte commerciali sulla 'via della setà prima che la Cina chiudesse i confini con il Tibet e l'Asia centrale nel 1960. E oggi sopravvive proprio grazie al turismo.

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SDA-ATS