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L'ondata di caldo di questi giorni ha presentato anche un lato nero: almeno sette persone sono annegate da giovedì scorso in laghi e fiumi della Svizzera. Inoltre, un bimbo ha perso la vita nella piscina di casa. Due nuotatori sono deceduti nel lago Lemano.

Un ginevrino di 37 anni è scomparso sott'acqua ieri pomeriggio dopo essersi tuffato da una zattera in direzione della riva davanti al faro dei Pâquis, a Ginevra. Il cadavere è stato rinvenuto a 3,7 metri di profondità circa un'ora dopo, indicano oggi le forze dell'ordine.

Giovedì è invece stato trovato di fronte a Lutry (VD), a otto metri di profondità, il corpo di uno svizzero di 78 anni domiciliato nella regione, dato per disperso da martedì. La sua auto era posteggiata nelle vicinanze e sulla spiaggia del posto c'erano i suoi effetti personali.

Altri due annegamenti si sono verificati nei laghi di Thun e di Neuchâtel. In quello bernese, un cittadino polacco residente in Svizzera, di 33 anni, ha perso la vita venerdì pomeriggio presso Oberhofen. L'uomo stava facendo un bagno in compagnia di due donne quando è improvvisamente scomparso. Una persona che ha assistito alla scena si è immediatamente tuffata e lo ha riportato a riva, ma all'arrivo dei soccorritori era già morto.

Un pescatore professionista è invece deceduto di fronte a Cheseaux-Noréaz (VD), nel lago di Neuchâtel. L'uomo, di 68 anni, aveva lasciato il porto da solo giovedì sera o venerdì mattina, e dopo la segnalazione del mancato rientro la sua imbarcazione è stata ritrovata verso mezzogiorno. Un'inchiesta è stata aperta per stabilire le cause esatte della morte, che si presume sia stata accidentale.

Un ottantenne residente nella regione di Rubigen (BE) è annegato ieri nel fiume Aare. Attorno alle 18.00 alcuni passanti hanno notato il corpo senza vita di un uomo galleggiare nel fiume, sono riusciti a riportarlo a riva, ma i tentativi di rianimarlo sono però risultati vani.

Nel Reno, giovedì ha perso la vita un 27enne vicino a Birsfelden (BL), mentre tentava di recuperare una palla finita in acqua. Anch'egli è stato prontamente riportato a riva dai compagni, ma invano.

Ieri pomeriggio, una zurighese di 20 anni è morta nei Grigioni, praticando canyoning. La ragazza era con un compagno alla confluenza del Reno di Lei nel Reno di Ferrera, nei pressi di Campsut, quando è rimasta incastrata fra due rocce. Malgrado indossasse un giubbotto di salvataggio, la forte corrente ha mandato la giovane con la testa sott'acqua e l'ha poi fatta scomparire nei flutti. Dopo vari tentativi di trarla in salvo, il compagno ha allertato i soccorsi, i quali non hanno potuto far altro che recuperare, con difficoltà, il corpo privo di vita.

Giovedì, un bimbo di due anni e il fratello di sette sono caduti caduti nella piscina di casa a Fully (VS). Il più piccolo è deceduto all'ospedale di Sion (VS), mentre il fratello è stato trasferito all'ospedale universitario di Losanna (CHUV), dove questa sera risultava ancora in gravi condizioni. I due fanciulli giocavano sulla terrazza di casa davanti alla piscina, da cui erano separati da una barriera di sicurezza. La madre è entrata un istante in casa e quando è tornata all'esterno ha constato che la barriera di sicurezza era aperta e che i due figli erano finiti in acqua. Si è tuffata e li ha subito estratti, ma entrambi erano già privi di conoscenza.

Secondo i dati della Società svizzera di salvataggio (SSS) fino al 4 di agosto di quest'anno sono annegate 22 persone, di cui undici nei fiumi e sette nei laghi. L'anno scorso gli annegamenti sono stati 40.

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SDA-ATS