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Risultati in forte calo nei primi mesi del 2013 per Alpiq: il numero uno svizzero dell'elettricità ha chiuso l'esercizio gennaio-settembre con un utile netto di 126 milioni di franchi, in calo del 27% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

A livello operativo, l'utile prima di interessi e imposte (Ebit) ammonta a 336 milioni di franchi, contro i 459 milioni di un anno fa, ha annunciato oggi il gruppo. Il fatturato è sceso dal canto suo del 28% a 6,99 miliardi.

Il crollo delle vendite si spiega nel ridimensionamento delle attività, nella persistenza di condizioni difficili sul mercato, cui si aggiungono la revisione annuale e l'interruzione imprevista della produzione alla centrale nucleare di Gösgen (SO): il reattore è stato spento l'8 agosto dopo la scoperta di una fuga di olio nel nuovo generatore elettrico, installato durante la revisione annuale dell'impianto. La centrale ha potuto riprendere a funzionare progressivamente solo il 23 agosto.

Alpiq è riuscito a ridurre l'indebitamento netto a due miliardi di franchi, contro i 4,1 miliardi di un anno fa. Il gruppo si aspetta per l'insieme dell'esercizio un risultato operativo in calo tenuto conto della riduzione del portafoglio di attività, delle modifiche normative e della diminuzione del prezzo dell'elettricità.

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SDA-ATS