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Lo scandalo delle emissioni del produttore tedesco di automobili Volkswagen (VW) ha influito poco sul comportamento dei clienti. Nonostante le notizie negative in prima pagina, le vendite non sono crollate, sostiene il Ceo di Amag Morten Hannesbo.

Tuttavia crede che i compratori siano diminuiti. "Diciamo circa del cinque percento negli scorsi mesi", afferma Hannesbo in un'intervista apparsa oggi sul "Tages-Anzeiger".

Lo scandalo non ha influito sul tipo di motorizzazione. In genere la gente compra ciò che ha bisogno, precisa il presidente della direzione di Amag, che importa marchi come VW, Audi, Skoda, Seat, Porsche e Bentley.

"Se si fanno spesso viaggi lunghi, con un diesel ci si deve fermare meno a fare il pieno", spiega Hannesbo. Per tratte corte, invece, i veicoli a benzina sono più adatti. Le automobili elettriche e le ibride plug-in vengono scelte piuttosto da "chi vuole dare un segnale" i favore di una mobilità più ecologica.

Circa tre mesi fa VW ha dovuto ammettere di aver utilizzato un software per falsare i test sulle emissioni installato su 11 milioni di vetture diesel vendute nel mondo. Il produttore tedesco dovrà ora fare i conti con costi pari a miliardi di euro.

Nell'intervista Hannesbo parla di un enorme danno d'immagine per la VW. La fiducia dei clienti Amag è rimasta pressoché intatta. "Ben oltre il 90% afferma: gli errori capitano e se il mio partner, l'Amag, si impegna per me allora sono pronto a dare una seconda possibilità a VW", sostiene il Ceo del più grande importatore svizzero di automobili con un fatturato di 4,6 miliardi all'anno e oltre 5000 collaboratori.

In Svizzera, la messa a punto dei motori diesel di VW manipolati incomincerà a fine gennaio. Amag inviterà, con una lettera, i clienti interessati a fissare un appuntamento con il garagista.

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SDA-ATS