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Bacchettata della Corte Ue alla Grecia per la mancata tutela dell'habitat della tartaruga marina "Caretta Caretta". Nel mirino dei giudici europei la discarica all'interno del Parco nazionale marittimo di Zante (Zacinto), che dal 2006 fa parte della rete dei siti protetti comunitari "Natura 2000".

L'accumulo di rifiuti a Gryparaiika, nella zona di Kalamaki, ha avuto un forte impatto sul delicato ecosistema dell'isola, particolarmente grave in prossimità della spiaggia di Sekania, classificata come "zona di tutela assoluta".

Invece di compiere le valutazioni di impatto ambientale su siti alternativi rispetto a quello della discarica esistente, le autorità hanno deciso di prolungarne l'attività, fino all'entrata in funzione della nuova discarica (o fino al 31 dicembre 2015, data di scadenza delle nuove clausole ambientali rinnovate nel 2011 con decreto ministeriale).

Di qui il ricorso della Commissione Ue alla Corte di giustizia europea, che non ha potuto fare altro che constatare che "mantenendo in attività sull'isola di Zacinto una discarica satura caratterizzata da cattivo funzionamento e non conforme alla normativa dell'Unione in materia ambientale, la Grecia ha violato" i suoi obblighi legati alla direttiva sui rifiuti e alla direttiva relativa alle discariche di rifiuti. Inoltre, "rinnovando l'autorizzazione per la discarica in violazione del diritto dell'Unione, la Grecia ha violato anche gli obblighi in materia di conservazione degli habitat, della flora e della fauna selvatiche".

Ora tocca alla Grecia mettersi rapidamente in regola: nel caso in cui non lo faccia, rischia un nuovo ricorso alla Corte Ue e multe salate.

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SDA-ATS