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Amianto, vittoria parziale per famiglia ferroviere

Per molti operai lavorare in ferrovia in passato ha comportato l'esposizione all'amianto. KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 22 novembre 2019 - 15:14
(Keystone-ATS)

Vittoria parziale davanti al Tribunale federale (TF) per la famiglia di un ferroviere morto a causa dell'amianto: la giustizia bernese dovrà riesaminare il caso di un uomo impiegato presso la BLS fra il 1961 e il 1998.

Si tratterà di stabilire se il datore di lavoro ha violato l'obbligo di protezione dei dipendenti. Dopo essere stato per anni esposto alla polvere dell'amianto durante la sua attività professionale il ferroviere era deceduto per mesotelioma pleurico - tipica malattia provocata dall'asbesto - nel 2004. Proprio nell'anno in cui l'allora compagnia Bern-Lötschberg-Sempione (BLS: oggi la stessa sigla è diventata la ragione sociale) faceva sapere che non avrebbe invocato la prescrizione in caso di domande di indennizzo da parte di parenti di vittime dell'amianto.

La famiglia dell'uomo in questione aveva avviato una causa contro BLS nel 2010, ricevendo però torto. Il tribunale d'appello del canton Berna aveva stabilito che l'esposizione più intensa alle polveri nocive era avvenuta fra il 1961 e il 1985: il termine di prescrizione - cioè l'estinzione del diritto al rimborso dei danni, trascorso un determinato lasso di tempo - era partita al più tardi nel 1985 e la prescrizione era quindi già intervenuta quando, nel 2004, l'azienda decise di non farla più valere.

La prima corte di diritto civile del TF ha però parzialmente accolto il ricorso della famiglia. I giudici ritengono che l'esposizione all'amianto si sia prolungata durante tutta la durata del rapporto di lavoro e che non può essere stabilito quando è iniziata la malattia. Decisivo è invece sapere se la compagnia ferroviaria abbia adottato misure di protezione quando si imponevano in base alle conoscenze dell'epoca. Il caso è stato quindi trasmesso per nuovo esame alla giustizia del canton Berna.

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