Navigation

Amministrazione Migros Neuchâtel-Friburgo non revocata

Il risultato della votazione è stato favorevole al cda della cooperativa Migros Neuchâtel-Friburgo, presieduta dall'uomo d'affari Damien Piller. Ma il comitato cooperativo non ci sta e ha inoltrato una denuncia penale per falsità in documenti e tentativo di truffa. KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 novembre 2019 - 16:30
(Keystone-ATS)

Il contenzioso in seno alla cooperativa Migros Neuchâtel-Friburgo (MNF) è lungi dall'essere terminato.

Il 64,5% dei soci votanti della cooperativa ha respinto la revoca dei membri del consiglio d'amministrazione, fra cui quella del presidente Damien Piller, richiesta un mese fa dai dipendenti.

Ma, dopo aver preso atto del risultato della votazione, il comitato cooperativo della MNF ha inoltrato oggi una denuncia penale per falsità in documenti e tentativo di truffa presso il Ministero pubblico di Neuchâtel. La denuncia fa seguito alle rivelazioni fatte lunedì sera dal telegiornale della RTS "19h30" sull'esistenza di false schede di voto, ha indicato oggi in una nota il comitato cooperativo. A suo avviso, "sussistono forti sospetti di manipolazione elettorale e per questo motivo il risultato dello scrutinio (annunciato oggi dalla società di consulenza Pwc, ndr.) deve essere riesaminato".

Dal canto suo, il cda della cooperativa MNF, presieduta da 23 anni dall'uomo d'affari friburghese Damien Piller, ha reagito con "soddisfazione" al risultato della votazione. In una nota odierna, il consiglio di amministrazione "ringrazia i soci per la loro lungimiranza e la fiducia accordata". Secondo il cda, gli affiliati "non si sono lasciati influenzare dalla propaganda della Federazione delle cooperative Migros a Zurigo".

Quest'ultima, in luglio, aveva sporto denuncia per amministrazione infedele nei confronti di Piller, accusandolo di essersi arricchito in maniera illegittima nell'ambito della costruzione di due supermercati Migros a Belfaux e La Roche, nel canton Friburgo, aperti nel 2014 e nel 2015.

Al centro dell'accusa, presunti versamenti milionari (per circa 1,7 milioni di franchi) effettuati dalla cooperativa regionale MNF a favore di imprese di cui l'uomo d'affari friburghese era azionista o di cui era diventato in seguito proprietario.

Insomma, nonostante la fiducia rinnovata al cda e al suo presidente in votazione, la parola fine alla vicenda non è stata ancora scritta.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.