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Amnesty International ha chiesto agli Stati membri delle Nazioni Unite di consegnare alla Corte penale internazionale (Cpi) il presidente sudanese Omar Hassan Ahmad al Bashir, accusato di crimini di guerra e contro l'umanità, e di atti di genocidio commessi nel Darfur dalle forze sudanesi e dalle milizie janjawid, loro alleate.

Nei giorni scorsi il leader sudanese ha domandato un visto agli Stati Uniti per assistere alla 68esima sessione dell'Assemblea generale a New York.

"Nonostante il mandato d'arresto spiccato dalla Cpi, il presidente al Bashir, due altri esponenti del governo e un presunto leader janjawid, continuano a essere protetti dal governo sudanese, che rifiuta di collaborare con la Corte", ha affermato Tawanda Hondora, Deputy Director of Law and Policy di Amnesty International.

"La decisione del Sudan di inviare all'Assemblea generale dell'Onu una persona accusata di aver orchestrato gravissimi crimini è un insulto - ha aggiunto Hondora - nei confronti delle migliaia di persone uccise, dei milioni di sfollati e delle innumerevoli donne e bambine stuprate in Darfur nell'ultimo decennio".

Per Amnesty "sarebbe ripugnante consentire ad al Bashir di prendere in giro la comunità internazionale e le vittime dei gravi crimini commessi dalle sue forze di sicurezza e da altri in Darfur". L'organizzazione ha dunque chiesto ai rappresentanti degli Stati e ai funzionari dell'Onu che incontreranno al Bashir a "spingerlo a consegnarsi alla Cpi".

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SDA-ATS