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"Le forze israeliane hanno condotto una serie di uccisioni illegali di palestinesi usando intenzionalmente forza letale senza giustificazione": l'accusa giunge oggi da Amnesty International.

L'organizzazione precisa di aver investigato su alcuni incidenti avvenuti a Gerusalemme est e in Cisgiordania.

Amnesty International afferma di aver raccolto da testimoni sul terreno elementi che consentono di stabilire che, in almeno quattro episodi recenti, palestinesi sono stati uccisi dalle forze di sicurezza israeliane malgrado non rappresentassero per loro alcun pericolo.

Uno di questi episodi - precisa Amnesty - è avvenuto il 26 ottobre a Hebron (Cisgiordania) quando il 19enne Mohammed Yussef al-Atrash è stato colpito dal fuoco di militari ed è poi morto dissanguato. Il giorno prima, sempre a Hebron, anche la 17enne Dania Jihad Ershied è stata colpita dall'esercito mentre - secondo testimoni - non rappresentava una minaccia diretta per i soldati.

In un episodio analogo sempre a Hebron, secondo Amnesty, anche la giovane Hadeel al-Hashlamoun è stata uccisa senza una apparente necessità a un posto di blocco militare. Infine l'uccisione di Fadi Alloun, 19 anni, a Gerusalemme est appare ingiustificata alla Ong che accusa dunque Israele di aver compiuto quelle che "sembrano esecuzioni extragiudiziarie".

"Le forze israeliane - scrive Amnesty in un comunicato - devono metter fine a questo sistema di uccisioni illegali e portarne i responsabili davanti alla giustizia". Le accuse mosse da Amnesty non sono ancora state commentate dai responsabili israeliani alla sicurezza.

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SDA-ATS