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Ankara avvisa la Grecia, 'basta soldati a Kastellorizo'

La Turchia di Erdogan avvisa la Grecia e critica la Francia sulla questione Mediterraneo. KEYSTONE/AP sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 01 settembre 2020 - 17:52
(Keystone-ATS)

Non si placano le tensioni tra Turchia e Grecia sui confini marittimi nel Mediterraneo orientale.

Mentre Ankara estende per la terza volta l'avviso ai naviganti (Navtex) per le sue esplorazioni in cerca di idrocarburi al largo di Cipro, che proseguiranno almeno fino al 12 settembre, i timori di un'escalation militare tornano a concentrarsi intorno alla piccola isola ellenica di Kastellorizo, nell'Egeo sudorientale, a meno di 3 km dalla costa turca.

"Se la militarizzazione supererà i limiti previsti" dall'accordo di Parigi del 1947, "sarà la Grecia a perdere", ha avvertito oggi il ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu, dopo le immagini dello sbarco nei giorni scorsi tra i turisti di decine di soldati greci in tuta mimetica. Le autorità di Atene "hanno detto che si trattava di un cambio della guardia. Forze di questo tipo possono essere mantenute senza armi pesanti per ragioni di sicurezza interna. Ma ci sono dei limiti", ha sottolineato il capo della diplomazia turca, rilanciando l'invito a "negoziati per un'equa distribuzione" delle risorse.

Nel mirino di Ankara c'è anche la Francia, in prima linea al fianco della Grecia nella strategia mediterranea. "Il tentativo di appropriarsi delle ricchezze del Mediterraneo, su cui tutti i Paesi costieri hanno diritti, è un esempio di moderno colonialismo", ha tuonato oggi il presidente Recep Tayyip Erdogan, definendo Atene "un'esca" delle potenze internazionali. "Ne abbiamo abbastanza di questo teatro dell'ombra. È comico mettere di fronte alla Turchia, che è una potenza regionale e internazionale, uno Stato che non basta neppure a se stesso". Per il leader di Ankara, "tutti i fronti ostili possono unirsi, ma non riusciranno a fermare l'ascesa della Turchia".

Intanto, la nave da ricerca sismica Oruc Reis proseguirà nelle acque tra Creta e Cipro le sue attività, che si sarebbero dovute concludere oggi, accompagnata dai mezzi d'appoggio Ataman e Cengiz Han. Una mossa che Atene ha subito definito "illegale", denunciando una violazione della propria piattaforma continentale ed emettendo a sua volta un Navtex dalla stazione di Heraklion a Creta. E sempre nel Mediterraneo orientale, al largo di Alessandretta, le fregate di Ankara continuano a incrociare per altre esercitazioni militari.

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