Navigation

Antisemitismo: Onu, a 81 anni da 'notte cristalli' ancora odio

Ebrei ancora nel mirino degli antisemiti. KEYSTONE/EPA/ARMANDO BABANI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 08 novembre 2019 - 18:04
(Keystone-ATS)

A 81 anni dalla 'notte dei cristalli' punto di non ritorno dell'Olocausto ''l'odio più antico del mondo esiste ancora''.

Lo ha sottolineato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, visitando a New York l'esposizione che ricorda ''quella terribile notte di terrore'', tra il 9 e il 10 novembre 1938, nel corso della quale furono uccisi in Germania 90 ebrei.

''La 'notte dei cristalli' non fu solo la notte dei vetri rotti, ma delle vite spezzate, delle famiglie spezzate e dei sogni spezzati'', ha detto Guterres.

"Sono passati molti anni da allora ma solo qualche mese fa nel mondo abbiamo assistito ad atti di vandalismo contro cimiteri ebraici, all'offesa al memoriale dell'Olocausto, all'incendio di una sinagoga e al propagarsi di una propaganda ignobile contro gli ebrei", ha aggiunto.

Così come l'antisemitismo, altre forme di intolleranza contro credo religiosi e interi popoli fanno ugualmente vittime perché - ha sottolineato Guterres - "l'odio uccide". Lo sanno bene quei leader politici che nella ricerca di potere, "diffondono cinicamente le opinioni rivoltanti dei gruppi estremisti. Lo vediamo nei regimi autoritari ma anche nelle democrazie liberali".

Dopo aver sottolineato come spesso i social media fungono da cassa di risonanza di questi messaggi di odio, Guterres ha invitato genitori, insegnanti e politici, "ad agire tutti insieme con urgenza prima che l'odio clandestino diventi una nuova normalità, ovvia e allarmante". "Le persone non sono nate per odiare - ha concluso il responsabile Onu - l'intolleranza si apprende e può quindi essere prevenuta".

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.