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Apec, patto di non aggressione Usa-Cina nel Pacifico

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 novembre 2014 - 18:49
(Keystone-ATS)

Cina e Stati Uniti hanno raggiunto oggi un compromesso al vertice dell'Apec (Conferenza per la cooperazione economica asiatico-pacifica) in corso a Pechino rinunciando a promuovere aggressivamente le loro proposte, che sono in concorrenza, per la creazione di una zona di libero scambio nel Pacifico.

Pechino ha accettato di far menzionare la sua proposta di una Free Trade Aerea of Asia/Pacific (Ftaap), solo in un annesso alla dichiarazione finale che concluderà, martedì prossimo, il vertice dei capi di Stato e di governo, al quale prenderanno parte tra gli altri il presidente americano Barack Obama e quello russo Vladimir Putin.

Dal canto loro, gli Stati Uniti hanno riaffermato la loro volontà di discutere con i 12 Paesi che si sono dichiarati interessati la loro proposta di una Trans Pacific Partnership (Tpp), che esclude la Cina. Le discussioni si faranno, ha sostenuto un membro della delegazione americana, ma "in sordina".

Dopo il colpo mediatico di ieri, quando è stato annunciato a sorpresa un tentativo di riavvicinamento tra Cina e Giappone dopo due anni di gelo diplomatico, la giornata di oggi è stata caratterizzata dalle discussioni sul mercato unico regionale e sulla lotta alla corruzione.

Quest'ultimo tema è particolarmente caro all'ospite del summit, il presidente cinese Xi Jinping, che ha puntato gran parte delle sue carte politiche su una lotta alle "mazzette" delle quali in Cina si fa un uso intenso.

All'inizio del suo mandato, nel 2012, Xi ha promesso che avrebbe perseguito non solo i "moscerini", cioè i piccoli funzionari, ma anche le "tigri", cioè i dirigenti più alti come l'ex-capo dell'apparato di sicurezza cinese Zhou Yongkang, che è stato anche un suo pericoloso avversario politico, e che oggi è agli arresti domiciliari.

Il segretario di Stato americano John Kerry ha dato oggi il suo avallo ad un programma regionale di lotta alla corruzione, affermando in una conferenza stampa che essa "non solo impedisce una competizione veramente alla pari, ma priva le popolazioni di tutti i Paesi della fiducia in un sistema che possa lavorare a beneficio di tutti".

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