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Apertura mercato postale: sindacati per maggiore regolazione

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 novembre 2009 - 17:51
(Keystone-ATS)

BERNA - In vista del dibattito parlamentare sull'apertura del mercato postale, i sindacati esprimono le loro preoccupazioni e chiedono un maggiore intervento da parte dello Stato invece di una liberalizzazione. Affinché il Servizio pubblico e le infrastrutture continuino a essere affidabili e a funzionare in modo stabile non devono essere affidati a privati, hanno sostenuto oggi in una conferenza stampa a Berna Travail.suisse e transfair.
La completa liberalizzazione del mercato postale alla quale mira il Consiglio federale potrebbe comportare un netto peggioramento delle condizioni di lavoro per i dipendenti, hanno indicato le due organizzazioni sindacali.
Transfair respinge un'apertura del mercato postale senza misure di accompagnamento per il personale, ha dichiarato Peter Heiri responsabile del settore Posta/Logistica. "Non basta solo l'obbligo di negoziare un contratto collettivo di lavoro, ma il dovere di concludere tale contratto", ha puntualizzato. La migliore soluzione, secondo Transfair, sarebbe un contratto collettivo vincolante per l'intero settore che dovrebbe basarsi sugli alti standard della Posta.
L'apertura del mercato non deve essere fatta senza un chiaro finanziamento del servizio universale, ha precisato Heiri. Attualmente questo è finanziato dagli introiti del monopolio delle lettere destinati a sparire con la liberalizzazione. L'idea di un fondo per garantire il servizio universale così come previsto dalla nuova legge non convince i sindacati. "Se non si vuole assistere a una riduzione della qualità e delle prestazioni, è urgente preparare un altro strumento affidabile. Ci sono migliori alternative", ha detto Heiri senza fornire esempi.
Le due organizzazioni sindacali difendono un servizio pubblico "esteso e di qualità" considerato come la condizione per uno sviluppo positivo dell'economia e della società. Non bisogna sicuramente metterlo in mani a privati, hanno sostenuto, aggiungendo che non escludono la possibilità di lanciare un referendum contro la legge sulla Posta qualora il progetto finale non li convincesse.
All'estero il bilancio delle privatizzazioni dei servizi pubblici è catastrofico, hanno sottolineato. In Germania i prezzi dei pacchi postali sono aumentati del 20% e quelli dell'elettricità tra il 50 e l'80%, nello stesso tempo la qualità delle prestazioni è diminuita e centinaia di migliaia di impieghi sono stati soppressi. "La Svizzera deve quindi evitare questa esperienza", ha insistito il presidente di Travail.suisse Martin Flügel.

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