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Sì all'armonizzazione dell'apertura dei negozi a livello nazionale, ma senza un'eccessiva ingerenza nelle competenze cantonali. La Commissione dell'economia del Consiglio degli Stati (CET-S) ha adottato un disegno di legge in tal senso con 8 voti contro 4.

Il progetto concretizza una mozione del "senatore" ticinese Filippo Lombardi (PPD). In futuro, per contrastare il turismo degli acquisti, i negozi potrebbero rimanere aperti la sera fino alle 20.00.

La CET-S era già entrata nel merito del progetto lo scorso gennaio, ma in febbraio aveva dovuto interrompere i lavori nell'attesa che una perizia giuridica facesse luce sulle competenze di Confederazione e cantoni in materia di orari dei commerci.

Dopo aver preso nota del documento, la maggioranza della CET-S si è detta convinta che la Confederazione dispone di un margine di manovra in questo settore, indicano i servizi parlamentari in un comunicato odierno. Tuttavia, vista la tenace opposizione della Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica (CDEP), ha deciso di indorare la pillola, introducendo alcune precisazioni nel progetto.

Con 7 voti a 1 e 5 astensioni, la CET-N vuole ridurre di un'ora gli orari minimi previsti per il sabato (dalle 6.00 alle 18.00 anziché dalle 6.00 alle 19.00). Per 9 voti a 4 ha inoltre voluto precisare "che la nuova legge quadro non coinvolge i Cantoni che non posseggono alcuna legislazione in materia di orari di apertura dei negozi, in quanto per questi si applicano solo le restrizioni previste dalla legge sul lavoro".

La maggioranza crede che tale puntualizzazione "chiarisca i dubbi dei Cantoni interessati i quali, avendo di fatto una situazione completamente liberalizzata, temevano di dover legiferare in proposito".

La mozione Lombardi prevede che i dettaglianti possano aprire in tutta la Svizzera almeno dalle 06.00 alle 20.00 dal lunedì al venerdì e dalle 06.00 alle 19.00 il sabato. I cantoni avrebbero la facoltà di adottare norme ancora più liberali. Domenica e giorni festivi cantonali non sono inclusi in questa armonizzazione federale.

I fautori del progetto sostengono che tale intervento servirà a limitare il turismo degli acquisti ed eliminerà le distorsioni alla concorrenza esistenti tra cantoni. Una minoranza contesta invece simili argomentazioni: a suo avviso, il turismo degli acquisti è principalmente dovuto ai prezzi troppo elevati e non agli orari di apertura. Ricorda inoltre che i progetti volti a prolungare gli orari di apertura sono stati spesso respinti dalla popolazione. Sindacati e sinistra hanno già minacciato il referendum.

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SDA-ATS