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Il Consigliere nazionale Marco Romano (PPD/TI) è arrabbiato per la risposta del Consiglio federale a una sua interpellanza sul perché nella Conferenza degli acquisti della Confederazione (CA) non ci siano rappresentanti della Svizzera italiana.

L'estrema specializzazione dei componenti la Conferenza degli acquisti della Confederazione (CA) rende difficile un'equa rappresentanza al suo interno di tutte le comunità linguistiche. Poiché non esplica attività operative né procede ad aggiudicazioni, indica il Consiglio federale nella risposta. "La CA non è un organo che rappresenta in modo proporzionale le diverse regioni linguistiche ed economiche".

All'ats il deputato di Mendrisio si è detto "irritato" dalla risposta governativa da cui traspare una mancanza di rispetto da parte dell'Amministrazione per la Svizzera italiana.

Nel suo quesito al Governo, Romano lamenta l'assenza di rappresentanti della Svizzera italiana - attualmente 7 Svizzerotedeschi e due Romandi, n.d.r - nell'organo strategico dell'Amministrazione federale per i settori acquisto di beni e acquisto di prestazioni di servizi.

La presenza di un italofono potrebbe forse migliorare la sensibilità e l'attenzione nei confronti del tessuto economico a sud delle Alpi, secondo Romano, il quale si chiede come mai il Consiglio federale non abbia tenuto conto di questo aspetto quando ha proceduto al recente rinnovo della CA.

Stando all'Esecutivo, la CA è composta di rappresentanti dei servizi centrali d'acquisto e di altre unità amministrative che si occupano degli acquisti pubblici. Le unità amministrative "decidono in linea di principio esse stesse quali persone intendono proporre per l'elezione (...)".

I membri della CA sono prevalentemente specializzati nella materia. "Le possibilità di raggiungere l'eterogeneità desiderata per quanto riguarda la rappresentanza delle comunità linguistiche sono pertanto limitate", sottolinea il Consiglio federale.

Pur essendo vero che le regioni che appartengono a una minoranza linguistica ricevono, proporzionalmente alla quota del loro PIL cantonale rispetto al PIL nazionale, meno commesse della Svizzera tedesca, il Consiglio federale intende promuovere una ripartizione geografica più equa delle commesse pubbliche. In futuro le offerte dovrebbero essere ammesse nelle tre lingue ufficiali e nella procedura mediante invito dovrebbe essere richiesta, per quanto possibile, almeno un'offerta proveniente da un'altra regione linguistica. Queste decisioni confluiranno nella legislazione sugli acquisti pubblici attualmente oggetto di revisione.

Romano, l'amministrazione ci manca di rispetto

All'ats, Romano si è irritato per quanto scritto dal Governo. "È proprio negli organi strategici che abbiamo bisogno di essere rappresentati affinché si tenga in maggiore considerazione una regione lontana economicamente dal resto della Svizzera".

Il fatto poi che la scelta dei membri del CA venga delegata all'Amministrazione dimostra che le rassicurazioni governative circa una maggiore attenzione alla realtà ticinese sono di pura facciata. Si tratta né più né meno di una mancanza di attenzione e rispetto per la Svizzera italiana, ha spiegato Romano.

Il Ticinese giudica inoltre "pura cosmesi" le misure annunciate dal Governo per una migliore ripartizione tra le regioni linguistiche degli appalti. In questo modo si suscitano solo aspettative che verranno perlopiù deluse: le offerte potranno sì essere inoltrate in italiano, ma difficilmente verranno prese in considerazione.

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SDA-ATS