Navigation

Appalti pubblici: imprese romande e ticinesi quasi ignorate

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 marzo 2012 - 18:27
(Keystone-ATS)

Le imprese della Svizzera latina - romande e ticinesi - fanno la parte dei parenti poveri nelle gare degli appalti pubblici: si aggiudicano in sostanza soltanto le briciole e finiscono con lo scoraggiarsi, rinunciando a presentare le loro offerte. Lo rileva un'indagine del settimanale "L'Hebdo", in edicola domani.

La commissione responsabile degli acquisti della Confederazione, rinnovata in febbraio dal Consiglio federale, è composta di dieci membri, tutti svizzeri tedeschi. L'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL) non fa una piega, limitandosi a dire che la scelta degli esperti dipende solo dalle loro competenze.

La regione linguistica di origine non è un criterio determinante, ha precisato all'ats Jonas Spirig, portavoce dell'UFCL, confermando così le cifre della disparità di trattamento fornite dal settimanale romando.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?