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In futuro le procedure d'asilo dovranno essere evase più celermente e la Confederazione dovrà costruire dei centri federali che potranno ospitare fino a 5000 richiedenti.

È quanto prevede la ristrutturazione del settore approvata oggi dal Consiglio degli Stati. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

Nei centri federali verrà concentrato l'esame delle domande d'asilo. La legge prevede che la Confederazione contatti sufficientemente presto cantoni e comuni in vista della creazione delle strutture federali.

Entro 100-140 giorni al massimo dall'inoltro della domanda d'asilo, il postulante, compresi coloro che rientrano nei casi di Dublino, dovrebbe sapere se la richiesta è stata accolta o no. Durante questo lasso di tempo il richiedente godrà di una consulenza gratuita, garantita da giuristi pagati a forfait, qualora volesse interporre ricorso nei confronti di una decisione negativa.

Il progetto governativo prevede inoltre una procedura estesa per i casi più complessi. Oltre i 140 giorni trascorsi nel centro d'accoglienza federale, i richiedenti verranno ripartiti tra i cantoni.

Il progetto prevede anche la possibilità che la Confederazione possa utilizzare per tre anni al massimo, senza il consenso dei cantoni e dei comuni, le installazioni militari e altre costruzioni dell'esercito per lo svolgimento dell'esame delle richieste di asilo o accogliere i richiedenti.

Stando alle nuove norme, sarà anche possibile utilizzare i centri di accoglienza di cantoni e comuni quando i posti nei centri federali non bastano più. Basterà il "consenso" del solo cantone: quello del comune interessato, ossia quello scelto per accogliere un certo numero di rifugiati, non sarà necessario.

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SDA-ATS