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Arabia Saudita: donne al volante, re annulla frustate

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 settembre 2011 - 21:53
(Keystone-ATS)

Nuovo gesto di apertura del re saudita verso le donne dopo la storica concessione dei diritti politici di tre giorni fa. Re Abdullah ha annullato la condanna a dieci frustate inflitta ieri a Sheima, una donna che aveva sfidato il divieto di guidare l'auto.

A dare l'annuncio, con un linguaggio fuori dell'ufficialità, è stata questa sera una donna della famiglia reale, la principessa Amira Tawil, che ha "twittato": "grazie al cielo la flagellazione di Sheima è stata annullata. Grazie al nostro re beneamato. Sono sicura che tutte le donne saudite saranno felici. Di sicuro è così che io mi sento".

Il divieto per le donne di guidare un'automobile è in vigore dal 1990 e si inserisce in una serie di dure limitazioni poste alla vita delle donne e ai loro diritti che fa di Riad uno dei paesi più rigidi con l'universo femminile: senza il permesso di un familiare maschio, non possono lavorare, viaggiare e neppure recarsi dal medico. Anche l'annuncio del re che restituisce alle donne i diritti politici, dal voto alla possibilità di candidarsi, ha comunque tempi lunghi e modalità graduali. Rivoluzione impossibile per le prossime elezioni tra quattro giorni, tutto è rimandato alle municipali del 2015.

La guida dell'auto è però diventata per le donne il simbolo delle loro rivendicazioni e da lì era partita in giugno la loro provocazione "Women2drive" che sfruttando i social network e Twitter aveva dilagato. Le donn si erano messe in auto per andare a portare i figli a scuola o per fare la spesa al supermercato. Il tutto documentato dai video subito postati sulla rete, in cui occhi allegri sbucavano dal velo e si riflettevano nello specchietto retrovisore. Alcune di loro erano state multate, altre arrestate, fino alla condanna a dieci frustate inflitta ieri da un tribunale di Gedda a Sheima. Annullata però questa sera da re Abdullah.

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