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Una nuova strage, rivendicata dalla branca locale dello Stato islamico (IS), è avvenuta oggi in una moschea in Arabia Saudita.

Questa volta l'attentatore suicida di turno ha preso di mira un luogo di culto riservato alle reclute delle forze speciali di polizia, nel sudovest del paese, uccidendone almeno 15 e ferendone 9 mentre erano riunite per la preghiera di mezzogiorno.

Il bilancio è stato fornito dal ministero dell'interno, mentre in precedenza il canale televisivo di notizie el-Ekhbariya, controllato dallo Stato, aveva parlato di 17 morti.

La neonata affiliazione dell'IS in Arabia Saudita, che secondo il sito americano Site ha rivendicato l'attentato, si era già assunta la responsabilità per due simili attacchi ad altrettante moschee sciite compiuti lo scorso maggio nell'arco di una settimana nell'est del paese: uno nel villaggio di al-Qudih, con un bilancio di 22 morti, e l'altro a Dammam, che ha ucciso 4 persone. Nel novembre dello scorso anno, invece, 8 fedeli erano stati uccisi quando un uomo aveva aperto il fuoco con un'arma automatica all'interno di una moschea ad al-Ahsa, altra località nell'est del paese.

La moschea dove e' avvenuto l'attentato odierno, invece, si trova ad Abha, capoluogo della provincia di Asir, che confina con lo Yemen. In quest'ultimo paese, martoriato dalla guerra civile, i jet dell'aviazione saudita compiono raid quotidiani contro i ribelli sciiti Houthi, che combattono le truppe fedeli al presidente Abd Rabbo Mansur Hadi. Diversi soldati di Riad e alcuni civili sono rimasti uccisi negli ultimi mesi in questa regione da razzi lanciati dagli stessi Houthi da oltrefrontiera.

Il kamikaze ha azionato la cintura esplosiva che aveva indosso all'interno di una moschea che appartiene ai servizi speciali di sicurezza del ministero dell'interno. La televisione saudita ha mostrato scene dell'interno dell'edificio devastato, in cui si vedono chiazze di sangue sul pavimento e sulle pareti. Quando la notizia dell'attacco è diffusa, molti cittadini si sono messi in fila per donare il sangue per i feriti nel vicino ospedale di Abha, come documentano diverse fotografie diffuse sui social network.

L'emiro della provincia di Asir, principe Faisal bin Khalid, si è recato a visitare il luogo colpito e i feriti in ospedale, mentre il ministro dell'interno e principe Mohammed bin Nayef è rientrato in anticipo dall'Egitto, dove si trovava per l'inaugurazione del nuovo Canale di Suez.

Il mese scorso le autorità di Riad avevano reso noto di avere arrestato 431 persone - in maggioranza saudite ma anche alcune provenienti da altri paesi arabi e africani - sospettate di essere affiliate all'IS. Il ministero dell'interno in quell'occasione aveva detto di avere sventato numerosi altri attentati pianificati contro moschee ma anche contro sedi diplomatiche ed edifici governativi.

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SDA-ATS