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Re Abdullah dell'Arabia Saudita ha ordinato oggi che i contratti a tempo determinato degli impiegati statali siano subito trasformati in contratti a tempo indeterminato. Si tratta di un primo, forte tentativo di riforma economica che il re saudita "si gioca" per cercare di evitare che le rivolte del Nordafrica e della Penisola Arabica contagino anche il suo grande paese.

Finora l'Arabia Saudita è stata solo sfiorata dalle proteste anche perché, nonostante i suoi quasi 87 anni, re Abdullah è percepito dalla popolazione come un riformatore. Anche se finora, nei suoi tentativi di modernizzare una società ultra-conservatrice, ha sempre proceduto con molta prudenza.

Tornato a Riad mercoledì dopo tre mesi trascorsi all'estero per imprecisati "motivi di salute", secondo l'agenzia di stato SPA il re ha fatto oggi questo annuncio di carattere economico che dovrebbe coinvolgere circa 90'000 dipendenti pubblici. Già tre giorni fa aveva stanziato 36 miliardi di dollari per infrastrutture e cambiamenti di carattere sociale.

Re Abdullah non ha però parlato di innovazioni politiche, benché proprio oggi decine di intellettuali sauditi abbiano chiesto riforme nel regno, con un appello diffuso via internet al quale hanno già aderito oltre 140 personalità. Mentre da Facebook sono stati lanciati inviti a scendere in piazza. Nessuno comunque - secondo gli analisti - vuole che la dinastia degli al-Saud (al potere dal 1932) sia rovesciata.

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SDA-ATS