Nel quadro della 61esima edizione degli Incontri internazionali di assiriologia - in corso fino a domani a Berna e Ginevra - nella città federale è stato organizzato un simposio sulla distruzione dei reperti archeologici da parte del sedicente Stato islamico (Isis).

Gli esperti hanno in particolare evocato le strategie da adottare per un'eventuale ricostruzione al termine del conflitto in Siria e Iraq.

Per ora, ricercatori e organizzazioni internazionali come l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (Unesco) non possono far altro che documentare le distruzioni e limitare il più possibile il traffico illegale di antichità, indica l'Università di Berna in una nota.

Una volta terminate le ostilità si potrà pensare alla ricostruzione dei musei, al restauro e alla conservazione delle opere d'arte danneggiate. Sarà necessario formare specialisti siriani e iracheni, ciò che richiede tempo e denaro, sottolinea ancora l'ateneo.

Gli incontri internazionali di assiriologia, che si tengono ogni anno in un paese diverso, rappresentano il più importante congresso internazionale relativo al Medio Oriente antico. Vi partecipano 350 ricercatori (filologi e archeologi) provenienti dal mondo intero, precisa da parte sua l'Università di Ginevra.

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