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NOLA - Una parete della sezione di scavo del villaggio preistorico di Nola (Napoli) ha ceduto provocando lo spostamento delle tettoie di copertura delle capanne: lo rende noto l'associazione culturale Meridies, impegnata da anni nella sensibilizzazione delle istituzioni per riportare alla luce quello che potrebbe essere l'unico villaggio dell'età del bronzo antico ritornato alla luce.
Dall'associazione lanciano un appello al presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, "affinché si interessi del villaggio e interceda presso il Governo per uno stanziamento di fondi che salvi il sito archeologico".
Il cedimento, secondo quanto riferisce l'ex presidente dell'associazione, Angelo Amato De Serpis, potrebbe aver distrutto completamente l'unica delle due capanne che erano visibili fino al giugno scorso.
"Da un anno e mezzo - spiega De Serpis - il villaggio è stato chiuso al pubblico a causa dell'innalzamento di una falda acquifera, che probabilmente ha influito sul cedimento. Lo smottamento di terreno potrebbe aver schiacciato una delle due capanne visibili. Ma data la presenza dell'acqua è impossibile verificare quanto c'è sotto al fango".

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SDA-ATS