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Victoria Ramis, 17 anni, tempo fa ha partecipato a una campagna contro il femminicidio in Argentina, senza sapere che sarebbe diventata lei stessa vittima proprio della violenza contro le donne.

A raccontarlo è la stampa di Buenos Aires, precisando che la ragazza è stata uccisa dal patrigno, Claudio Lamonega (50 anni), accusato da un procuratore nella provincia patagonica di Chubut d'altra parte di essere il responsabile degli omicidi anche della madre e del fratello di Victoria.

La ragazza aveva preso parte nel 2013 a una campagna contro la violenza sulle donne nella quale appariva in alcune fotografie con un occhio dipinto di nero, come se fosse stata colpita, e con un cartello con il la scritta: "No alla violenza né alle parole che feriscono".

Melina Lepifan, amica e fotografa delle immagini, ha raccontato al quotidiano Clarin che con Victoria condivideva "la necessità di fare qualcosa contro le migliaia di donne che ogni giorno soffrono gli insulti, la violenza, il disprezzo".

Quello della violenza contro le donne, e del femminicidio, è in Argentina una tematica della quale si parla tutti i giorni. Qualche settimana fa a Buenos Aires è stata organizzata una grande mobilitazione proprio contro la violenza sulle donne: il nome della campagna è "Ni una menos" (Non una di meno), slogan inventato tempo fa dall'attivista messicana Susana Chavez.

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SDA-ATS