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Con Cristina Fernandez de Kirchner a Brasilia per il vertice Brics, la presidenza argentina è rimasta oggi ad interim al suo vice, Amado Boudou, sotto inchiesta per corruzione e altri reati, una situazione denunciata dall'opposizione e che anche secondo il ministro degli Interni, Florencio Randazzo - precandidato peronista per le elezioni presidenziali del 2015 - "non fa bene al governo".

Boudou è sotto inchiesta per presunte irregolarità nella vendita della Ciccone Calcografica - l'unica azienda del paese in grado di fabbricare banconote - a una società dai contorni opachi, e deve essere interrogato per un'altra denuncia, per dei documenti falsi usati nel registro di una decappotabile.

Di fatto, il vicepresidente doveva essere sentito oggi in procura per questo ultimo caso, ma ha chiesto che il suo interrogatorio fosse posticipato, a causa dell'assenza di Fernandez de Kirchner. Il magistrato gli ha fissato un nuovo appuntamento per mercoledì prossimo, ma avvertendo che si tratta della terza (e ultima) proroga che concede a Boudou.

Finora la "presidenta" ha garantito un appoggio totale al suo vice - quando era malata lo ha fatto presiedere le celebrazioni della Festa dell'Indipendenza lo scorso 9 luglio, ordinando all'intero gabinetto di essere presenti per l'occasione - ma l'imbarazzo cresce fra i dirigenti governativi.

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SDA-ATS