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Argentina: presentata proposta di ristrutturazione debito

Il presidente argentino Alberto Fernandez KEYSTONE/EPA EFE/JUAN IGNACIO RONCORONI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 17 aprile 2020 - 08:32
(Keystone-ATS)

Il presidente Alberto Fernandez ha presentato una proposta di ristrutturazione del debito estero dell'Argentina.

Rivolgendosi ai governatori insieme al ministro dell'Economia Martin Guzman, Fernandez ha spiegato che "proponiamo di cambiare l'attuale struttura dei titoli con un'altra che implichi il periodo di grazia di tre anni. Non pagheremmo nulla nel 2020, 2021 e 2022, nel 2023 si pagherebbe un tagliando medio dello 0,5%, e i tassi crescerebbero fino a raggiungere livelli considerati sostenibili".

Guzman ha aggiunto che l'interesse medio che si pagherebbe sarebbe del 2,33% nell'ambito di una proposta che prevede una maggiore riduzione di interessi che di capitale".

In un clima quasi di 'default tecnico', l'Argentina presenterà ufficialmente domani la proposta ai possessori dei titoli del debito estero argentino, con cui sono falliti negoziati preliminari per un accordo condiviso dalle parti.

Guzman ha aggiunto che "la proposta di riduzione del capitale (3.6 miliardi di dollari) rappresenta in pratica il 5,4% dell'intero stock del debito, mentre la riduzione nel pagamento degli interessi (37.9 miliardi) equivale ad una cancellazione del 62% di quelli". Il ministro ha poi chiarito che dal momento della sua ufficializzazione, i creditori esteri avranno 20 giorni per comunicare se la accettano o meno.

L'operazione di ristrutturazione riguarda 21 titoli (17 degli negli ultimi quattro anni) emessi sotto legislazione estera, in dollari, euro e franchi, che costituiscono uno stock complessivo di 66.238 miliardi di dollari.

Guzman ha proseguito il suo intervento assicurando che il debito è "insostenibile", vista anche la pandemia da coronavirus e la caduta dell'economia globale, e che l'Argentina non è in grado di affrontare il suo pagamento nelle condizioni attuali.

Ricordando anche la visione manifestata dal Fondo monetario internazionale (Fmi) che coincide con quella argentina, ha concluso: "Oggi non possiamo pagare il debito, abbiamo la volontà di farlo, però non ne abbiamo la capacità".

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