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Il governatore della provincia di Buenos Aires, il peronista Daniel Scioli, si è imposto nelle primarie in Argentina, avvicinandosi al 37% dei voti.

Dietro di lui, con un distacco di cinque-sei punti, si è classificata 'Cambiemos', la principale coalizione dell'opposizione, secondo i primi dati ufficiali diffusi nella notte.

Quello di ieri è stato un passaggio politico fondamentale sulla strada che porta alle presidenziali di ottobre, una sorta di 'termometro' per misurare le chance in vista delle elezioni dalle quali uscirà il nome del successore della presidente Cristina Fernandez de Kirchner.

La vittoria di Scioli, unico candidato del 'Fronte per la vittoria' della Kirchner, non è una sorpresa, così come non lo è il secondo posto di 'Cambiemos', la coalizione all'interno della quale Mauricio Macri, sindaco uscente della 'Capital Federal' di Buenos Aires, si è imposto al radicale Ernesto Sanz e alla centrista Elisa Carriò.

Secondo la complessa legge elettorale argentina, si va al ballottaggio solo se nessun candidato riesce ad avere il 40% dei voti con uno scarto superiore al 10% rispetto al secondo, oppure se non raggiunge almeno il 45% .

Scrutinato il 33%, Scioli ha il 36,6% delle preferenze, a fronte del 25% di Macri: il primo turno delle presidenziali in programma il 25 ottobre sarà quindi di fatto una partita Scioli-Macri. Il panorama della corsa che porta alla 'Casa Rosada' rimane comunque molto incerto.

Sulla base delle indicazioni emerse dalle primarie, il candidato peronista è infatti vicino al 40%, ma Macri potrebbe a sua volta raccogliere sia i voti andati complessivamente a 'Cambiemos' sia il sostegno di altri partiti 'anti-kirchneristi', puntando così al ballottaggio (in programma il 22 novembre). In questo scenario sarà d'altra parte chiave la posizione che prenderà il terzo uomo più votato alle primarie di ieri, Sergio Massa, peronista anch'egli ma 'dissidente', e cioè decisamente anti-Cristina.

Nella notte, e mentre il lungo scrutinio dei voti era ancora in corso, Scioli ha comunque cantato vittoria: "Siamo 12 punti avanti a Macri e una ventina rispetto a Massa", ha sottolineato il 'gobernador' di Buenos Aires, riferendosi al proprio "trionfo", e ricordando sia la figura del Papa sia la continuità dei propri programmi rispetto al modello peronista promosso in questi anni dalla Kirchner.

"Dobbiamo rimanere uniti, a ottobre saremo ancora più forti. In queste primarie siamo riusciti a rafforzare la nostra alternativa" al peronismo, ha sottolineato a sua volta Macri.

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SDA-ATS