La netta vittoria del peronista dissidente Sergio Massa nella provincia di Buenos Aires, dove risiede quasi il 40% dell'elettorato, si è imposta come il principale risultato delle elezioni primarie svoltesi ieri in Argentina, in vista delle politiche del prossimo ottobre.

Anche se tecnicamente dovrebbero servire a definire le liste di candidati per le legislative, queste primarie costituiscono di fatto un termometro della temperatura politica a livello nazionale. I risultati parziali (ma con oltre il 70% dei voti scrutinati) costituiscono un chiaro segnale di allarme per il governo di Cristina Fernandez de Kirchner, che vede i suoi candidati sconfitti in distretti cruciali, malgrado possano contare su un alto grado di frammentazione dell'opposizione.

Ma la vittoria di Massa rappresenta la minaccia più immediata per il kirchnerismo: il grande vincitore delle primarie - un ex direttore del gabinetto presidenziale, passato all'opposizione - ha fustigato il governo su sicurezza, inflazione, corruzione e indipendenza della magistratura, non senza menzionare ripetutamente l'insegnamento di Papa Francesco.

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