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Argentina: scoperti nomi di 12'000 nazisti con conti in Svizzera

Il Centro Simon Wiesenthal ha un documento con i nomi di circa 12'000 nazisti arrivati in Argentina, molti dei quali avevano trasferito ingenti somme di denaro in conti bancari della Schweizerische Kreditanstalt, divenuta poi il Credit Suisse. KEYSTONE/STR sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 marzo 2020 - 21:37
(Keystone-ATS)

Il Centro Simon Wiesenthal ha rivelato l'esistenza di un documento con l'elenco dei nomi di circa 12'000 presunti nazisti arrivati in Argentina negli anni '30, molti dei quali sono sospettati di aver trasferito ingenti somme di denaro in conti bancari in Svizzera.

"Riteniamo che questi conti, a lungo inattivi, contengano denaro saccheggiato dalle vittime ebree", ha denunciato l'organizzazione.

Il documento è stato trovato dall'investigatore argentino Pedro Filipuzzi che ha condiviso con il Centro Wiesenthal un elenco di circa 12'000 nomi, molti dei quali hanno eserguito versamenti a uno o più conti bancari presso la Schweizerische Kreditanstalt, divenuta poi la banca Credit Suisse.

L'organizzazione spiega che negli anni '30 l'Argentina "accolse una crescente presenza nazista". Nel 1938, il presidente Roberto Ortiz istituì la Commissione speciale per la ricerca di attività anti-argentine, "principalmente per de-nazificare l'Argentina", spiega l'organizzazione. "Fino al 1938, tuttavia, vi era una cifra ufficiale di 1400 membri del NSDAP/AO (il Partito Nazional Socialista Tedesco/Organizzazione Estera), con sede in Argentina, 12'000 membri sostenitori della Union Alemana de Gremios (l'Unione tedesca dei sindacati) e altri 8000 affiliati ad altre organizzazioni naziste".

Il Centro Simon Wiesenthal racconta che la Commissione speciale sequestrò l'intera serie di documenti su queste organizzazioni in un raid all'Union Alemana de Gremios. Tuttavia, nel 1943, "il pro-nazista Gruppo degli ufficiali uniti prese il potere e sciolse la Commissione speciale", bruciando i documenti. Ma Filipuzzi ha scoperto, in un vecchio magazzino, una copia originale delle liste con i 12'000 nomi.

In una lettera al vicepresidente del Credit Suisse, Christian Küng, il Centro ha dichiarato che "riteniamo molto probabile che questi conti dormienti detengano denaro saccheggiato da vittime ebree, ai sensi delle leggi sull'arianizzazione di Norimberga degli anni '30". Il Centro ha richiesto l'accesso agli archivi del Credit Suisse per risolvere la questione per conto dei sopravvissuti all'Olocausto.

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