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Armeni, l'ira della Turchia su Parigi

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 gennaio 2012 - 19:17
(Keystone-ATS)

Razzista, fascista, senza valore ed elettoralistica: Recep Tayyip Erdogan non ha risparmiato virulenza per condannare la nuova legge francese che punisce il negazionismo del genocidio armeno. Il primo ministro turco però ha rinviato l'annuncio di nuove ritorsioni contro la Francia riservandosi di dosare la reazione seguendo il varo definitivo della norma e i possibili ricorsi di incostituzionalità.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy con una lettera in cui ha sottolineato che la legge non prende di mira la Turchia e il ministro degli Esteri francese Alain Juppé con un un appello al "sangue freddo" hanno cercato di calmare Erdogan. Ma nell'accusare Sarkozy di atteggiarsi a nemico di Ankara per fini elettorali, il premier si è divertito anche a ricordare che il nonno del presidente francese era di Salonicco, quindi un "ottomano" anche lui.

La condanna di Erdogan è venuta il giorno dopo l'approvazione anche al Senato della proposta di legge che commina un anno di carcere e 45 mia euro di multa a chi nega il genocidio di un milione e mezzo di armeni pianificato dal morente impero ottomano tra il 1915 ed il '17: un'accreditata tesi storica che però la Turchia, erede della Sublime Porta, considera un'offesa alla sua nazione in quanto le vittime armene sarebbero molte di meno e soprattutto furono frutto di un conflitto che colpì duramente anche i turchi.

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