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Il governo turco ha criticato il presidente tedesco Joachim Gauck che giovedì ha definito un "genocidio" il massacro di centinaia di migliaia di cristiani armeni nel 1915 da parte delle forze ottomane.

"Il presidente Gauck non ha il diritto di attribuire al popolo turco un crimine che non ha commesso", ha affermato in una nota il ministero degli Esteri di Ankara.

La Turchia continua a negare ad oltranza che il massacro di 1,5 milioni di armeni iniziato il 24 aprile 1915 sia stato un genocidio e ha aperto frequenti crisi diplomatiche con i Paesi che lo hanno riconosciuto.

Ieri il ministero degli esteri di Ankara ha duramente criticato anche il presidente russo Vladimir Putin, che pure lui ha riconosciuto mercoledì il genocidio armeno. Per ora però Ankara non ha richiamato i propri ambasciatori a Mosca e Berlino come ha fatto invece negli ultimi giorni con quelli al Vaticano e a Vienna dopo le prese di posizione sul genocidio di Papa Francesco e del parlamento austriaco. Putin ieri ha partecipato a Erevan, la capitale dell'Armenia, accanto al presidente francese Francois Hollande alle commemorazioni del centenario dell'inizio del genocidio armeno.

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SDA-ATS