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Armi svizzere in Libia: sinistra vuole blocco export, per destra è caso isolato

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 luglio 2011 - 14:40
(Keystone-ATS)

Dopo la scoperta che i ribelli libici utilizzano munizioni svizzere prodotte dalla Ruag, azienda d'armamento controllata dalla Confederazione, alcuni politici dello schieramento rosso-verde chiedono la sospensione dell'esportazione di materiale bellico verso le zone di crisi. I partiti borghesi parlano invece di un caso isolato.

Le munizioni erano state esportate in Qatar, che le ha poi trasferite ai ribelli libici. L'etichetta delle scatole dei proiettili trovate in Libia riportava chiaramente la loro origine elvetica.

L'esportazione di munizioni in Qatar è stata approvata nel 2009 dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Il Qatar si era però impegnato a non rivendere il materiale acquistato.

Per il consigliere nazionale ecologista ed esperto della politica di sicurezza Jo Lang (ZG), una semplice dichiarazione di un paese che si impegna a non rivendere il materiale acquistato non è sufficiente. Lang, interpellato dall'ats, ricorda la sua mozione depositata in marzo, con la quale invita il Consiglio federale a interrompere l'esportazione di materiale d'armamento verso il Medio Oriente e i Paesi del Maghreb. Il governo si è però dichiarato contrario.

Posizione, quella di Lang, condivisa dalla consigliera nazionale socialista Evi Allemann (BE): "le esportazioni di materiale bellico verso le zone di crisi vanno vietate". Le dichiarazioni con le quali l'acquirente si impegna a non rivendere la merce sono solo "belle parole stampate su carta", ha detto all'ats. "Le esportazioni verso paesi con culture diverse dalla nostra sono sempre un rischio. "Il caso del Qatar ne è una conferma", ha aggiunto.

Chi difende invece l'esportazione di armi parla di uno "spiacevole caso isolato". Quanto successo con le munizioni vendute al Qatar finite poi in Libia non va bene, ha comunque riconosciuto il presidente della Commissione della politica di sicurezza del Nazionale Jackob Büchler (PPD/SG).

Le autorità elvetiche hanno peraltro aperto un'indagine per verificare la possibile violazione dell'accordo del 2009. Fino al termine delle verifiche non sarà autorizzata nessuna nuova esportazione di materiale bellico verso il Qatar, ha ricordato Büchler.

La Svizzera dispone già di leggi severe che non devono essere rimesse in causa solo per colpa di questo incidente. Büchler è inoltre decisamente contrario a un divieto dell'export: "nelle regioni in conflitto, non possiamo comunque esportare", ha affermato.

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