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Sei dei 15 presunti membri della 'ndrangheta arrestati martedì in Svizzera sono stati rilasciati, cinque nel canton Turgovia e uno nel canton Zurigo. L'Ufficio federale di giustizia (UFG) ha confermato all'ats l'informazione pubblicata oggi dal "Blick" online.

I sei erano stati arrestati martedì 8 marzo, assieme agli altri nove presunti mafiosi calabresi, in una operazione coordinata nei cantoni di Turgovia, Zurigo e Vallese, per essere estradati in Italia. Per tornare in libertà hanno dovuto pagare una cauzione "adeguata alla loro situazione economica", ha dichiarato il portavoce dell'UFG Raffael Frei.

Il solo degli arrestati che in un primo momento si era detto disposto ad essere estradato ha nel frattempo ritirato la sua autorizzazione, ha pure confermato Frei.

L'UFG - ha aggiunto - sta trattando anche con i nove ancora in guardina su una rimessa in libertà a precise condizioni, per esempio una cauzione, la consegna dei documenti di identità o l'obbligo di annunciarsi regolarmente alla polizia. A suo avviso il pericolo di fuga e di inquinamento delle prove è minimo, perché la maggior parte dei presunti mafiosi arrestati vivono da anni in Svizzera e già sapevano di essere nel mirino negli inquirenti italiani.

Gli arresti sono avvenuti su richiesta italiana: dodici nel canton Turgovia, due nel Vallese e uno nel canton Zurigo. Nella Penisola i quindici sono fortemente sospettati di essere membri di una organizzazione criminale di tipo mafioso.

Una decisione di estradizione da parte dell'UFG può essere contestata davanti al Tribunale penale federale di Bellinzona e in casi particolari è ancora possibile un ricorso al Tribunale federale di Losanna.

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SDA-ATS