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I 30 attivisti di Greenpeace, tra i quali lo svizzero Marco Weber, arrestati a settembre per l'assalto alla piattaforma di Gazprom e attualmente liberi su cauzione non sembrano beneficiare, al momento, dell'attuale testo della proposta di amnistia presentato dal presidente Vladimir Putin per i 20 anni della Costituzione Russa, in attesa del voto della Duma. Lo chiarisce Greenpeace in un comunicato

"A godere dell'amnistia - spiega l'associazione - sarebbero solo coloro che sono già stati condannati per vandalismo oppure le persone sotto processo per questo reato o che saranno condannate nei prossimi sei mesi. Gli Arctic30 non ricadono in nessuna di queste categorie".

La Duma, spiega Daniel Simons, avvocato di Greenpeace International, "dovrebbe inserire un emendamento e prevedere che l'amnistia includa anche coloro che sono accusati di vandalismo, anche se il loro processo non è stato ancora calendarizzato. In questo modo gli Arctic30 tornerebbero a casa".

Attualmente su di loro, aggiunge Simons, "pende ancora la possibilità di un processo e di anni di carcere per un reato che non hanno commesso. Le accuse contro di loro dovrebbero cadere, naturalmente, ma se il caso si chiudesse con un'amnistia sarebbe comunque una buona notizia per 30 persone che hanno già passato due mesi in carcere per difendere i loro ideali".

La prima seduta della Duma per discutere della proposta del Presidente Putin è prevista il 17 dicembre.

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SDA-ATS