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Dal 2003 al 2012 lo spessore dei ghiacci artici si è ridotto complessivamente del 36% in autunno e del 9% in inverno. Sono le prime misure a confermare l'assottigliamento dei ghiacci, rilevate grazie al satellite dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) Cryosat 2.

Finora si avevano solo dati sull'estensione dei ghiacci. Il risultato, pubblicato online dalla rivista "Geophysical Research Letters" e dall'Esa, si deve al gruppo internazionale coordinato da Seimour Laxon dell'University College of London (Ucl).

"Finora si è parlato della ridotta estensione dei ghiacci nell'Artico, ma si avevano pochissime informazioni sullo spessore del ghiaccio marino", osserva il responsabile della missione Cryosat, Tommaso Parrinello. Lanciato l'8 aprile 2010, il satellite Cryosat 2 ha già fornito dati cruciali per confermare le misure rilevate a terra ed il confronto fra tutti i dati disponibili indica per la prima volta che la riduzione dell'estensione dei ghiacci artici è accompagnata da una sostanziale riduzione del loro volume.

I ricercatori hanno calcolato che a partire dal 2008 lo spessore dei ghiacci si è ridotto di 4'300 chilometri cubi in autunno e circa 1'500 in inverno. "Una misura - rileva Parrinello - che può essere considerata il principale indicatore del surriscaldamento della Terra". I dati mostrano inoltre che il ghiaccio sottile è ormai scomparso da una regione della Groenlandia settentrionale, dall'arcipelago canadese e dal Nord-Est delle isole Svalbard, ha rilevato Katharine Giles, succeduta nel coordinamento della ricerca a Laxon, recentemente scomparso.

C'è ancora molto lavoro da fare per arrivare ad elaborare dei modelli più raffinati per fare previsioni sul destino dei ghiacci artici: per fare questo è necessario mettere i dati di Cryosat in relazione con i modelli esistenti, per renderli sempre più precisi e sapere quando l'artico sarà libro dai ghiacci. Al momento secondo l'ipotesi più diffusa, ma non confermata, i ghiacci dell'Artico potrebbero sparire già all'inizio prossimo decennio.

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SDA-ATS