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L'Associazione Svizzera Inquilini (ASI) ha lanciato oggi la raccolta di firme per per l'iniziativa popolare "Più abitazioni a prezzi accessibili". L'Unione sindacale svizzera (USS), il Partito Socialista (PS), i Verdi e la Gioventù Socialista (GS) sostengono il testo.

Presentata oggi durante una conferenza stampa a Berna, l'iniziativa invita la Confederazione e i cantoni a "promuovere la costruzione di alloggi a pigione moderata e a evitare progetti speculativi sul poco spazio edificabile rimasto".

Si chiede inoltre di aumentare il numero di abitazione di utilità pubblica. Il testo prevede infatti che il 10% degli alloggi di nuova edificazione siano di proprietà di enti pubblici. A questo scopo i cantoni e i comuni saranno autorizzati a utilizzare un diritto di prelazione, in particolare sugli immobili che appartengono alla Confederazione o ad aziende ad essa legate, come le FFS e la Posta.

Secondo l'ASI, gli affitti delle abitazioni appartenenti a cooperative o ad enti pubblici costano fino al 25% in meno rispetto a quelli in mani private. Nelle città e nei centri abitati le pigioni non cessano di aumentare rappresentando anche il 30% delle uscite per i bassi redditi.

Attraverso l'iniziativa l'ASI intende far pressione sul governo, che accusa di "passività" riguardo alla penuria di alloggi e pigioni in crescita. "Le autorità riconoscono il problema ma non hanno intrapreso nulla di concreto fino ad oggi", ha affermato la presidente dell'ASI Marina Carobbio.

Si vuole inoltre evitare che le sovvenzioni per risanamenti, sopratutto energetici, causino aumenti abusivi degli affitti. Il denaro pubblico non potrà dunque più servire a ristrutturazioni o trasformazioni se i locatari ricevono una disdetta.

L'iniziativa prevede un lasso di tempo di due anni per l'entrata in vigore a partire dall'accettazione da parte del popolo e dei cantoni, sullo stesso modello dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Se ciò non avvenisse, il Consiglio federale sarà tenuto ad agire in modo provvisorio emanando delle ordinanze. L'ASI propone una realizzazione flessibile del suo progetto, in modo da "rispondere meglio alle differenti realtà cantonali".

L'Associazione Svizzera dei Proprietari Fondiari (HEV) sostiene che le misure dell'iniziativa ricadano sulle spalle dei contribuenti. Secondo l'HEV gli affitti moderati possono essere raggiunti con l'economia privata. La stessa chiede delle leggi che permettano la densificazione degli insediamenti urbani.

Gli iniziativisti hanno tempo fino al 2 marzo 2017 per raccogliere le 100'000 firme necessarie.

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SDA-ATS