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Simonetta Sommaruga in vista in un centro d'asilo sull'isola di Lesbo

Keystone/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

Nel corso della visita di due giorni in Grecia, la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha potuto constatare progressi nella presa a carico dei migranti.

La collaborazione con le autorità greche è apprezzata da entrambe le parti e Berna continuerà a sostenere progetti mirati.

"Nessun paese può gestire una crisi del genere da solo", ha dichiarato all'ats la responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) poco prima del suo ritorno in Svizzera.

Dopo la visita in due centri di accoglienza sull'isola di Lesbo nella giornata di ieri, Sommaruga ha incontrato oggi ad Atene rappresentanti dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), l'ONG locale METAdrasi e Maria Stavropoulou, direttrice dell'autorità greca preposta all'asilo.

Le due organizzazioni hanno confermato gli sforzi compiuti dalle autorità locali per migliorare la situazione dei migranti, ha sottolineato Sommaruga. La Grecia ha inoltre messo in atto progetti innovativi, ad esempio l'integrazione dei giovani migranti non accompagnanti nelle famiglie greche.

Solo quattro anni fa, all'eppoca dell'ultima visita della consigliera federale, la Grecia non disponeva di alcun sistema d'asilo, ha affermato Sommaruga. Le ONG internazionali e locali si sono organizzate per rispondere in fretta ai bisogni crescenti, assumendosi di fatto i compiti normalmente affidati allo Stato.

Attualmente la Grecia si trova in una fase di transizione, spiega la ministra elvetica. La Commissione europea, principale finanziatrice per l'aiuto ai rifugiati, vorrebbe sostenere direttamente il governo affinché prenda a carico l'accoglienza dei migranti o dia il mandato alle organizzazioni.

Sommaruga ha ascoltato le inquietudini dell'UNHCR e dell'organizzazione METAdrasi, i quali ritengono non ancora maturo il momento di trasferire la responsabilità verso lo Stato greco a causa della mancanza di preparazione delle strutture statali.

La Svizzera cerca dunque di apportare un aiuto mirato con il sostegno di progetti specifici: la consigliera federale cita come esempio il centro medico di Kara Tepe, sull'Isola di Lesbo, gestito da Medici del Mondo che offrono cure alle persone particolarmente vulnerabili, anche nel campo di traumi psichici. Un secondo esempio è il piccolo vocabolario greco-inglese prodotto da UNHCR, METAdrasi e dall'ambasciata elvetica ad Atene e distribuito nei centri di accoglienza per facilitare la comunicazione.

"Le autorità greche e le ONG sono soddisfatte del sostegno da parte della Svizzera" ha aggiunto Sommaruga. La direttrice dell'autorità greca dell'asilo Maria Stavropoulou è inoltre in contatto diretto con la Segreteria di Stato della migrazione (SEM). "Continueremo lo scambio con le autorità e il sostegno a progetti specifici" ha concluso la consigliera federale.

La Svizzera partecipa volontariamente al programma europeo di rilocalizzazione dei rifugiati destinato ad aiutare Italia e Grecia. La Confederazione si è impegnata ad accogliere 1500 richiedenti asilo entro la fine dell'anno. Di questi, 922 sarebbero già in Svizzera secondo le ultime cifre fornite ieri dal DFGP.

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SDA-ATS