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Il Consiglio nazionale ha respinto stamane le proposte democentriste di non entrata nel merito (135 voti a 52) e di rinvio al Governo (135 voti a 52) della revisione del settore dell'asilo. Il dibattito prosegue.

Dobbiamo smettere di alimentare paure a fini elettorali, ma affrontare la realtà della migrazione, migliorando i mezzi a nostra disposizione per gestire il problema e cooperando con l'estero. Questo il messaggio rivolto all'UDC dalla maggioranza dei parlamentari.

Il progetto governativo, già affrontato dagli Stati, prevede una centralizzazione e una accelerazione delle procedure di asilo. Entro 100-140 giorni, un richiedente l'asilo dovrebbe sapere se la sua domanda è stato accettata o meno. In questo lasso di tempo godrà di una consulenza giuridica gratuita.

Questa strategia ha ottenuto l'avallo dei cantoni e degli ambienti coinvolti nel problema migratorio, hanno sostenuto vari oratori favorevoli alla legge. I test svolti nel centro federale di Zurigo - altri ne sorgeranno in futuro - hanno dimostrato che si possono accelerare le procedure d'asilo nel rispetto dello Stato di diritto. Il numero di ricorsi si è mantenuto basso; non vi è quindi il rischio che i richiedenti sfruttino il patrocinio gratuito per "fare melina" e allungare così la loro permanenza in Svizzera.

Benché la situazione sul fronte dell'asilo sia tesa, in particolare in Ticino, siamo lontani dal caos dipinto dall'UDC, hanno sottolineato diversi consiglieri nazionali. "Da noi non ci sono centinaia di migranti che dormono nelle stazioni", ha affermato Marco Romano (PPD/TI), specificando che i Paesi confinanti devono affrontare situazioni ben peggiori, con un arrivo di migranti doppio rispetto al nostro. Non è quindi necessario sigillare le frontiere come chiesto dall'UDC o adottare misure eccezionali, come prevede la legge sull'asilo (art. 55 "Circostanze eccezionali", n.d.r).

A detta del consigliere nazionale ticinese, la non entrata in materia chiesta dall'UDC non permetterà di risolvere i problemi, mentre la moratoria per le nuove ammissioni è semplicemente "indegna". Questa politica dello "struzzo" secondo il democristiano ticinese, alimenta le paure e serve solo i fini elettoralistici di questo partito. Il vero caos, secondo Romano, rischia di prodursi proprio se chiuderemo le frontiere.

"Potete costruire un muro, ma poi avere anche il coraggio di guardare in faccia chi vi si ammasserà davanti", ha dichiarato Romano, sottolineando ancora l'importanza di sostenere nel loro lavoro le Guardie di confine, in particolare in Ticino. La ristrutturazione della legge sull'asilo rappresenta a suo parere un passo nella giusta direzione.

La ristrutturazione dell'asilo è controproducente, ha replicato Hans Fehr (UDC/ZH). Stando al consigliere nazionale zurighese - che ha invitato gli astanti a valutare la situazione freddamente, senza "paraocchi" - la legge così come è concepita non farà che rendere ancora più attrattivo il nostro Paese.

I centri asilo centralizzati con le loro migliaia di posti a disposizione (6500 nelle intenzioni del governo), la consulenza giuridica gratuita e l'aiuto economico loro concesso non faranno che incitare i migranti, soprattutto per motivi economici, a prendere la direzione della Svizzera, alimentando nel contempo i passatori, i veri approfittatori di questa situazione.

Per Heinz Brand (UDC/GR), la Svizzera è semplicemente troppo piccola per soddisfare i desideri di tutte le persone in fuga. Il deputato grigionese ha criticato l'alto numero di ammissioni provvisorie concesse a persone difficilmente integrabili e che rappresentano un peso economico importante per cantoni e comuni. A suo avviso, l'ammissione indifferenziata condotta attualmente dalle nostre autorità "porta sono acqua al mulino dei passatori".

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SDA-ATS