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Congelare per un anno almeno il diritto d'asilo e ripristinare i controlli sistematici delle frontiere, ricorrendo anche all'esercito se necessario. È quanto chiede una mozione dell'UDC che il Consiglio federale raccomanda al plenum di respingere.

La situazione sul fronte della migrazione è certo difficile, ma non critica secondo l'Esecutivo.

L'atto parlamentare verrà discusso mercoledì prossimo al Consiglio nazionale nell'ambito di una sessione straordinaria voluta dai democentristi per il problema della migrazione.

Quel giorno la Camera del popolo dovrà anche affrontare la ristrutturazione dell'asilo, operazione con cui la consigliera federale Simonetta Sommaruga intende accelerare le procedure d'esame centralizzandole in apposite strutture. Il partito di Toni Brunner ha già promesso battaglia su questo dossier presentando decine di emendamenti, compresa una proposta di non entrata nel merito e un'altra di rinvio al Governo.

Per quanto riguarda la mozione, l'UDC stigmatizza la politica d'asilo della Sommaruga, a suo dire troppo generosa e ormai completamente fuori controllo. Troppi gli abusi, troppe le persone che ricevono asilo o vengono ammesse provvisoriamente, secondo il partito. Una situazione che, secondo la mozione, avrà conseguenze economiche e sociali sul Paese e che mette a repentaglio la sicurezza.

Nella sua presa di posizione, il Consiglio federale sostiene che la quota di domande d'asilo inoltrate in Svizzera è la più bassa da 15 anni in qua, nonostante il massiccio incremento di persone in fuga da conflitti e povertà. La Svizzera accoglie le persone bisognose di protezione e si adopera affinché gli altri migranti, cui non è stato riconosciuto lo statuto di rifugiato, lascino la Svizzera quanto prima.

Le richieste contenute nella mozione, secondo il Governo, sono incompatibili con questa strategia e "in gran parte sono contrarie alla Convenzione sullo statuto dei rifugiati".

Per il Consiglio federale, la situazione attuale non giustifica il ricorso al diritto di necessità. Per poter avvalersi di questo strumento, occorrerebbe che "un numero straordinariamente elevato di richiedenti l'asilo sovraccarichi durevolmente le strutture esistenti impedendo per un periodo indeterminato il trattamento ordinario delle domande".

In ogni caso, le autorità non sono rimaste passive di fronte a quanto sta accadendo. Sono state potenziate le capacità d'alloggio ed è stato rafforzato il Corpo delle guardie di confine alla frontiera Sud. Le condizioni per il ripristino di controlli sistematici delle persone alle frontiere non sono adempiute per il Governo. La Svizzera è inoltre molto impegnata nell'aiuto in loco ai rifugiati: solo per la crisi siriana ha già investito 178 milioni di franchi.

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SDA-ATS