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Il continuo flusso di migranti provenienti dai paesi in guerra sta mettendo a dura prova gli accordi di Dublino. Secondo la consigliera federale Simonetta Sommaruga - che oggi ha incontrato la stampa per la tradizionale passeggiata lungo il fiume Aare a Berna - questo sistema deve essere migliorato e sviluppato, poiché non ci sono alternative.

L'esempio dell'Italia, confrontata con l'arrivo di 1000-2000 rifugiati ogni giorno, è significativo della gravità della situazione attuale, ha fatto notare la ministra di giustizia e polizia. Ciò non toglie, ha aggiunto, che "ci aspettiamo comunque che la Penisola rispetti gli accordi di Dublino". Se il Paese è in difficoltà, la Svizzera è pronta ad aiutarlo, ha precisato, ricordando che Berna ha già inviato a Roma guardie di confine.

Accogliere richiedenti asilo provenienti da paesi in guerra è necessario, ma è ancora più importante l'aiuto sul posto e nei paesi vicini a quelli in crisi, ha poi rilevato, illustrando queste considerazioni con la sua recente visita di un campo profughi giordano. Secondo Sommaruga il numero di richiedenti asilo continua ad essere elevato, ma la fase più acuta dovrebbe essere alle nostre spalle. Ai tempi della Primavera araba i governi erano stati sorpresi, mentre oggi sono meglio organizzati.

La ministra ha quindi fortemente criticato la proposta UDC di associare accordi di riammissione all'aiuto allo sviluppo, definendola difficile se non addirittura impossibile da applicare. "La tradizione umanitaria elvetica è parte della nostra identità", come la neutralità, ha ammonito. In quanto paese depositario delle convenzioni di Ginevra, la Svizzera ha un ruolo particolare da svolgere, ha sottolineato.

Sul piano nazionale, secondo la ministra la ristrutturazione del settore dell'asilo è assolutamente necessaria. Per portare a termine questo progetto, la responsabile del DFGP è convinta di poter contare sul sostegno della popolazione, a condizione di essere trasparenti e di spiegare ai cittadini ogni tappa che si intende compiere. In questo senso, ha concluso, il personale dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) è molto motivato.

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SDA-ATS