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Le agevolazioni per i parenti di siriani in Svizzera decise lo scorso 4 settembre dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga potrebbero aprire i confini elvetici a migliaia di profughi, eventualmente a decine di migliaia. La ragione sta nel fatto che in Siria le famiglie sono spesso molto numerose. C'è però un ostacolo di peso: la necessità di un visto, che non può essere ottenuto a Damasco, dove l'ambasciata svizzera è chiusa.

Il 4 settembre è stato dato ampio risalto alla notizia che il Consiglio federale ha deciso di accogliere un contingente di 500 profughi siriani al di fuori della procedura d'asilo corrente. Un programma del costo di 12 milioni di franchi sul quale dovrà pronunciarsi il parlamento. È invece passata quasi inosservata un'altra notizia, che potrebbe avere ripercussioni ben maggiori: la responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) Sommaruga ha deciso immediate agevolazioni per i parenti di cittadini siriani in Svizzera, che potranno ottenere un visto d'ingresso secondo una procedura celere e semplificata.

Famiglia allargata

Il ricongiungimento non è più limitato - come di consueto - al nucleo famigliare (coniuge e figli fino a 18 anni), ma è esteso ad altri parenti in linea ascendente e discendente, ossia nonni, genitori, figli maggiori di 18 anni e abiatici (nipoti di nonno). A costoro si aggiungono fratelli e sorelle e i loro nuclei famigliari.

In Svizzera vivono attualmente poco meno di 1600 siriani con un permesso di domicilio o dimora, cui si aggiungono i naturalizzati. In base alla nuova facilitazione i visti richiesti potrebbero essere migliaia o forse decine di migliaia. In Siria il numero di figli per donna è doppio rispetto alla Svizzera e famiglie di una decina di membri sono più la norma che l'eccezione. Una famiglia siriana residente da un anno nell'Oberland bernese comprende 38 persone, una parte delle quali è rimasta nel Medio Oriente.

Il DFGP si è mostrato di manica larga non solo nella definizione dei famigliari ma anche nelle esigenze per la concessione del visto: in mancanza di documenti di stato civile è sufficiente rendere credibile l'esistenza di un legame di parentela. Inoltre i siriani che chiedono il visto non devono come è prassi dimostrare di disporre di denaro sufficiente per finanziare il loro soggiorno in Svizzera. A certe condizioni la Confederazione si assume addirittura i costi del viaggio.

Un ostacolo di peso

Un ostacolo burocratico di peso potrebbe tuttavia frenare l'afflusso: i visti d'ingresso possono essere concessi soltanto da rappresentanze diplomatiche elvetiche. Poiché l'ambasciata a Damasco è chiusa, i siriani ancora residenti nel loro paese si vedono costretti a fare il viaggio verso la Turchia, il Libano, la Giordania o l'Egitto. Un viaggio che può essere molto pericoloso in un paese in guerra, tra combattimenti e check-point di esercito e ribelli. Due siriani residenti in Svizzera interpellati dalla radiosvizzerotedesca SRF hanno detto di temere per la sicurezza dei loro cari.

UFM e OSAR: difficile prevedere

Interpellato oggi dall'ats, l'Ufficio federale della migrazione ha indicato di aver già concesso finora undici autorizzazioni. Lo stesso UFM e le rappresentanze all'estero hanno ricevuto parecchie richieste ma non si può ancora stimare quanto ne arriveranno ancora, si legge nella risposta scritta dell'ufficio federale. Nessuna indicazione neppure sui possibili costi del ricongiungimento famigliare. I primi ad aprire il borsello saranno i parenti in Svizzera, dice l'UFM, per poi aggiungere che in mancanza di mezzi interverranno l'Assistenza sociale e la Confederazione nell'ambito del diritto d'asilo e degli stranieri.

Anche Beat Meiner, segretario generale dell'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati (OSAR) non ha idea di quanti saranno ad arrivare. "Potrebbero essere molti", si limita ad azzardare. Accoglierli e dar loro vitto e alloggio è per lui una questione di volontà politica. Si dovrà comunque ricorrere a misure straordinarie. Secondo Meiner "la Svizzera ha sufficienti infrastrutture in cui senza grande spesa può essere dato alloggio a centinaia di persone", come caserme, scuole o palestre.

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SDA-ATS