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Asilo: UDC vuole snellire procedure e abbandonare Schengen/Dublino

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 settembre 2011 - 15:00
(Keystone-ATS)

Rendere le procedure di asilo più veloci, riducendo le possibilità di ricorso; migliorare i rimpatri, stipulando accordi con paesi africani; abbandonare Schengen e Dublino, rafforzando i controlli alla frontiera ticinese, se necessario ricorrendo all'esercito.

Sono queste le ricette presentate oggi a Berna dall'UDC per rimediare a una situazione nel settore dell'asilo che il partito considera caotica.

Per i democentristi le misure puntuali annunciate venerdì dal Consiglio federale per bocca della responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia, Simonetta Sommaruga, non solo non servono, sono anche controproduecenti: rappresentano un invito ai migranti a utilizzare la via dell'asilo per installarsi in Svizzera.

Secondo l'UDC servono provvedimenti rapidi, che il partito sottoporrà al Consiglio Nazionale, attraverso diversi atti parlamentari, nella sessione straordinaria che questa settimana sarà destinata al tema dell'asilo.

Si tratta di limitare a una sola possibilità il diritto di ricorso, abolendo anche il diritto al riesame, di vietare il ricongiungimento famigliare alle persone accolte solo a titolo provvisorio e di accordarsi con alcuni importanti paesi di provenienza dei migranti - Tunisia, Nigeria ed Eritrea - per far sì che le decisioni di rimpatrio vengano effettivamente eseguite. Non esiste un accordo ufficiale ratificato di questo tipo con nessun paese africano, deplora l'UDC.

Il partito di Toni Brunner è quindi tornato a chiedere l'uscita dalle intese di Schengen e Dublino, perché non portano alcun vantaggio. I rimpatri verso la Grecia non sono più possibili, ha ricordato il consigliere nazionale zurighese Hans Fehr (ZH). E le autorità italiane lasciano filtrare verso nord i profughi approdati nel paese.

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