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Assemblea PEV: "sì" a imposte eque, "no" a espulsione criminali stranieri

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 agosto 2010 - 14:25
(Keystone-ATS)

WEINFELDEN TG - I delegati del Partito evangelico svizzero (PEV), riuniti oggi in assemblea a Weinfelden (TG), hanno deciso le parole d'ordine in vista delle consultazioni popolari del 28 novembre. Con 75 voti contro 12 hanno accolto l'iniziativa "per imposte eque" del Partito socialista (PS). Con 75 contro 14 hanno invece bocciato l'iniziative dell'Unione democratica di centro (UDC) "per l'espulsione degli stranieri che commettono reati".
Su quest'ultimo tema, i delegati hanno però deciso di sostenere il controprogetto elaborato dal parlamento, con 75 voti contro 12. L'iniziativa UDC pone sullo stesso piano gli autori di gravi crimini e di delitti di poco conto. Inoltre la proposta di modifica costituzionale dimentica i gravi delitti economici, ha denunciato il consigliere nazionale Walter Donzé (PEV/BE).
Quanto all'iniziativa fiscale, gli evangelici si sono lasciati convincere dalla consigliera nazionale Margret Kiener Nellen (PS/BE), secondo cui la concorrenza fiscale tra Cantoni e Comuni non fa altro che limitarsi ad una caccia ai ricchi contribuenti. A difendere l'iniziativa è stato chiamato il consigliere nazionale Werner Messmer (PLR/TG), secondo cui la concorrenza fiscale è un pilastro della concezione dello Stato elvetica.
Sul referendum contro la modifica della Legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI), in votazione il 26 settembre, i delegati del PEV avevano già raccomandato il "no" nella loro assemblea del 19 giugno.

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