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I delegati del Partito liberale radicale (PLR), riuniti oggi in assemblea a Thun (BE), hanno deciso di garantire il loro appoggio all'iniziativa «Sì alla protezione della sfera privata». Il testo, elaborato dagli ambienti "borghesi", mira ad ancorare nella Costituzione il segreto bancario per le persone residenti in Svizzera. Non sono tuttavia mancate le voci critiche.

Il testo è stato accolto con 171 voti contro 52 e 3 astenuti: i delegati hanno quindi seguito le indicazioni dei presidenti cantonali, secondo i quali è ora di dire basta alla crescente tendenza di mettere a nudo il cittadino, in particolare per quanto riguarda la sfera privata finanziaria.

Il vice-presidente Vincenzo Pedrazzini - che dirige i dibattiti al posto del presidente Philipp Müller, assente a causa di una dolorosa ernia discale - ha insistito sul fatto che l'iniziativa non riguarda i rapporti con l'estero, nel qual caso vigono gli standard OCSE - ma mira a proteggere la sfera privata degli svizzeri rispetto alle autorità fiscali elvetiche.

L'iniziativa vuole tra l'altro evitare che il fisco si trasformi in futuro sistematicamente in polizia fiscale, ha dal canto suo dichiarato l'ex presidente del PLR, il ticinese Fulvio Pelli.

Per il partito, bisogna impedire che l'evoluzione a livello nazionale venga utilizzata dalla sinistra come pretesto per sopprimere il segreto bancario anche per le persone in Svizzera. Per questo motivo la protezione della sfera privata finanziaria deve essere ancorata nella Costituzione.

Nel corso del dibattito si sono fatte sentire anche alcune voci contrarie, secondo le quali questa non è la maniera corretta di procedere. Bisognerebbe piuttosto lanciare una discussione approfondita all'interno del Parlamento. Ci vorrà infatti troppo tempo finché l'iniziativa avrà qualche effetto: le banche - è stato detto - hanno bisogno di sicurezza in merito "adesso".

Il comitato interpartitico d'iniziativa riunisce personalità di PLR, UDC, PPD, Lega dei ticinesi, dell'USAM e dell'associazione svizzerotedesca dei proprietari fondiari HEV. Entro il 4 dicembre 2014 dovrà raccogliere 100'000 firme.

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SDA-ATS