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Il presidente dei democristiani Gerhard Pfister.

KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS

(sda-ats)

I delegati del PPD, riuniti oggi in assemblea a Basilea, raccomandano di approvare la riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 e il decreto federale sulla sicurezza alimentare.

I due temi sono sottoposti all'approvazione di popolo e Cantoni il prossimo 24 settembre. I lavori assembleari si sono concentrati sulla formazione e la ricerca, la cui rilevanza sfugge a parte della popolazione e del mondo politico, ha deplorato il presidente dei democristiani Gerhard Pfister.

La riforma delle pensioni è stata accolta con 240 sì, cinque no e quattro astensioni. Per il PPD il progetto pone le basi per rendite future sicure senza imporre un carico eccessivo alle giovani generazioni.

Le varie misure previste, in particolare l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) in favore dell'assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (AVS), garantiscono le rendite fino al 2030, ha affermato il consigliere agli Stati lucernese Konrad Graber.

Per Graber, il fallimento della riforma sarebbe finanziariamente insostenibile: nel 2030 il deficit cumulato del primo pilastro raggiungerebbe 41 miliardi di franchi e il fondo di compensazione dell'AVS non sarebbe più in grado di versare le rendite.

Il decreto federale sulla sicurezza alimentare nato come controprogetto diretto all'iniziativa popolare "Per la sicurezza alimentare" dell'Unione svizzera dei contadini (USC), poi ritirata, è stato accolto da 233 delegati contro quattro e tre astensioni.

Il decreto ancora nella Costituzione tutti gli ambiti della sicurezza alimentare, dalla produzione delle derrate adeguata alle condizioni locali al commercio, passando per la protezione delle terre agricole, ha sottolineato la consigliera nazionale friburghese Christine Bulliard.

Gran parte dei lavori assembleari sono stati dedicati alla formazione che, per il PPD, deve costituire una priorità, ha detto il presidente del partito e consigliere nazionale di Zugo Pfister. Gli ambienti economici sanno quanto la formazione sia importante, ma buona parte dell'opinione pubblica, della politica e dei media lo ignora, ha deplorato.

Numerose società internazionali stabiliscono la loro sede in Svizzera perché vi possono reclutare facilmente personale qualificato. "Contrariamente a quanto va ripetendo la sinistra, le imposte non sono spesso menzionate" da parte dei gruppi esteri come fattore per l'istallazione nella Confederazione. Formazione e ricerca sono le materie prime della Svizzera, ha aggiunto Pfister, insistendo però sull'importanza di fissare priorità nei relativi crediti perché "più soldi non significano automaticamente maggiore qualità".

Il presidente ha pure manifestato soddisfazione per le elezioni tenute quest'anno nei Cantoni Vallese, Soletta e Neuchâtel. Lo zughese ha però anche riconosciuto un errore del partito in merito alla riforma dell'imposizione delle imprese III (RI Imprese III), bocciata dal 59,1% degli elettori lo scorso mese di febbraio. Per Pfister non è stato sensato raccomandare il sì alla riforma dopo che i "senatori" democristiani si erano battuti per un progetto più equilibrato.

SDA-ATS

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