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Assemblea UDC: "Svizzera invasa dagli immigrati", Toni Brunner

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 maggio 2011 - 12:10
(Keystone-ATS)

"La Svizzera è invasa dagli immigrati". È quanto ha dichiarato oggi ad Einsiedeln (SZ) il presidente dell'Unione democratica di centro Toni Brunner. A suo avviso, con l'accordo di libera circolazione delle persone con l'Ue, la Confederazione non dispone più degli strumenti necessari per controllare l'immigrazione.

Tra il 1950 e il 2009, la proporzione di stranieri in Svizzera è passata dal 5,9% al 21,7%, ha ricordato il presidente dell'UDC nel suo discorso tenuto davanti ai delegati riuniti in assemblea. Negli ultimi quattro anni il numero degli immigrati ha invece oltrepassato di 330'000 quello degli emigrati, ha aggiunto.

Il risultato, secondo Brunner, è sotto gli occhi di tutti: le infrastrutture sono sovraccariche, il traffico è aumentato massicciamente, la richiesta di alloggi è esplosa, così come sono esplosi in città i costi degli appartamenti.

"In ambito energetico, la forte immigrazione genera un aumento del fabbisogno di elettricità, così da spingere le autorità a trovare nuove capacità di produzione", ha sottolineato il consigliere nazionale sangallese.

Brunner se l'è poi presa con gli accordi di Schengen e Dublino: "anche l'Italia, la Francia e la Danimarca mettono in dubbio la loro efficacia e sostengono modifiche per arginare l'ondata di rifugiati in provenienza dal Nordafrica", ha constatato il presidente democentrista.

Brunner ha quindi invitato i delegati ad approvare l'iniziativa dell'UDC per "limitare l'immigrazione". Il testo chiede in particolare la reintroduzione dei contingenti per tutte le categorie di stranieri, frontalieri compresi.

Secondo il presidente dell'UDC, non v'è d'attendersi alcuna soluzione dal Consiglio federale. La ministra della giustizia Simonetta Sommaruga è soltanto "una seduttrice che dalla sua entrata in funzione ha prodotto unicamente vento". Con la sua collega socialista Micheline Calmy-Rey, si sta impegnando per un'Europa senza frontiere, "puntando ad abolire le conquiste fatte dalla Svizzera".

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